La storia dietro
Killing in the Name, secondo DoReSol
Quando Tom Morello stava insegnando a un allievo come usare l’accordatura drop-D sulla sua chitarra, si fermò un momento per registrare un riff che gli venne in mente. Il giorno dopo, la band stava già lavorando a quell’idea, e così nacque Killing in the Name. Ciò che si ascolta nella canzone è il risultato di un lavoro di squadra: il riff di Morello si unisce al basso "simile alla lava" di Tim Commerford, alla batteria "funky e brutale" di Brad Wilk e alla "convinzione" del cantante Zack de la Rocha. Morello utilizzò una Fender Telecaster e un pedale Whammy per creare le sue parti, inclusi un assolo di chitarra noto per la sua originalità. La canzone, che combina elementi di hardcore punk e hip hop, venne pubblicata come primo singolo del loro album di debutto omonimo nel novembre 1992.
Il testo di Killing in the Name è una protesta diretta contro la brutalità della polizia, ispirata da eventi come la bastonatura subita da Rodney King e i disordini di Los Angeles del 1992. La frase "alcuni di quelli che lavorano nelle forze sono gli stessi che bruciano croci" stabilisce un nesso esplicito tra il dipartimento di polizia di Los Angeles e il Ku Klux Klan. La canzone aumenta progressivamente di intensità, culminando nella ripetizione aggressiva di "Vaffanculo, non farò quello che mi dici!" e nell’urlo finale di "Figlio di puttana!". L’impatto della canzone fu tale che, nonostante non ricevesse molta diffusione negli Stati Uniti a causa dei testi espliciti, ebbe grande risonanza in Europa, contribuendo a rendere la band popolare. L’album di debutto, pubblicato il 12 novembre 1992, ottenne la certificazione di triplo platino, in gran parte grazie alla rotazione radiofonica di questo brano. Nel gennaio 2025, Killing in the Name è diventata la prima canzone dei Rage Against the Machine a superare il miliardo di ascolti su Spotify. La copertina del singolo, così come quella dell’album, presenta la iconica fotografia di Thích Quảng Đức che si immola a Saigon nel 1963, un’immagine già utilizzata per la copertina dell’album di debutto.
Dall'album
Rage Against the Machine
Rage Against the Machine
Dati
Crediti
Musica Zack de la Rocha, Tom Morello, Brad Wilk, Tim Commerford