La storia dietro
Jump in the Fire, secondo DoReSol
La copertina di *Jump in the Fire* raffigura un demone rosso avvolto dalle fiamme, un’immagine che non è casuale. Il disegno riprende il personaggio del romanzo *The Devils of D-Day* di Graham Masterton, pubblicato nel 1978 e illustrato da Les Edwards nell’edizione del 1979. Ma al di là della copertina, la canzone stessa è nata da un incrocio di idee: il chitarrista Dave Mustaine è entrato a far parte della band con un brano crudo, scritto quando aveva 16 anni e suonava ancora nei Panic. I testi originali parlavano di sesso, ma quando Mustaine lasciò la band nel 1983, James Hetfield e Lars Ulrich li riscrissero per raccontare un’altra storia, quella di alcuni condannati all’inferno che «si gettano nel fuoco». Il risultato è un riff che suona come un inseguimento, come se il demone della copertina stesse già dando la caccia all’ascoltatore.
La registrazione presso lo studio Music America di Rochester, New York, durò diciassette giorni nel maggio del 1983. Il produttore Paul Curcio e il manager Jon Zazula lavorarono con attrezzature prese in prestito, e il risultato fu un suono che si discostò da quello che cercavano: volevano suonare come «Run to the Hills» degli Iron Maiden, ma finirono per creare qualcosa di proprio. Il singolo uscì nel gennaio 1984 come secondo e ultimo brano tratto da «Kill 'Em All», accompagnato da due tracce che sembravano registrazioni dal vivo ma erano in realtà versioni in studio con le urla del pubblico sovrapposte. Dal 2004, nei concerti dal vivo la band suona in accordatura D standard, un cambiamento che ha dato più peso ai riff originali, registrati anni prima in E standard.
Dall'album
Kill ’Em All
Metallica · 2016
Dati
Crediti
Musica Dave Mustaine, James Hetfield, Lars Ulrich