La storia dietro
Intringulado, secondo DoReSol
Juana Molina esplora da anni il suono come se fosse un territorio senza mappe. In Intringulado, questo viaggio diventa più intimo: il brano nasce da un loop che si ripete fino a diventare ipnotico, senza però cadere nel prevedibile. Il pezzo ruota attorno a una melodia che si smonta e ricostruisce su più livelli, come se ogni ascolto svelasse un nuovo dettaglio nascosto tra le pieghe del sintetizzatore. Ciò che colpisce non è solo la sua struttura —che scorre in 4:32 senza pause forzate—, ma come questo schema minimo riesca a trasmettere qualcosa di più grande della somma delle sue note.La registrazione di Intringulado fa parte di un processo più lungo: tra il 2020 e il 2025, Juana Molina ha lavorato nel suo studio a General Pacheco, usando sintetizzatori analogici e sequencer per catturare improvvisazioni che andavano prendendo forma dal 2019.
Queste sessioni, che hanno prodotto oltre sessanta ore di materiale, sono state il germe di Doga, il suo ottavo album in studio e il primo con composizioni originali in otto anni. Il brano non solo riflette questa ricerca di suoni organici all'interno dell'elettronico, ma anche l'influenza di suo padre, Horacio Molina —musicista di tango—, e di sua madre, Chunchuna, la cui presenza nel mondo dell'arte ha segnato la sua infanzia a Buenos Aires. Il risultato è un pezzo che suona come futuro e memoria allo stesso tempo.
Dall'album
Doga
Juana Molina · 2025 · Track 9
Dati