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La storia dietro
In a Turkish Town, secondo DoReSol
Questa canzone corta e orecchiabile è di quelle che ti rimangono in testa senza preavviso. Con poco più di due minuti di durata, In a Turkish Town suona come un viaggio rapido ma intenso, dove il ritmo si accelera fin dalla prima battuta senza mai perdere il groove. Il brano non è un successo di massa come altri dello stesso artista, ma ha quel marchio distintivo che lo rende degno di essere imparato: un suono pulito, diretto e con un’aria che ricorda i primi anni del rock, quando le registrazioni conservavano ancora quella freschezza di una prova dal vivo.
Fu registrato agli Gold Star Studios, a Los Angeles, durante le sessioni che avrebbero poi formato il suo unico album in studio. Era febbraio 1959, poco prima che il destino troncasse tragicamente la sua carriera. L’album, pubblicato dalla Del-Fi Records, raggiunse la posizione numero 23 nella classifica degli album di Billboard, ma In a Turkish Town rimase una gemma minore all’interno di un’opera che, all’epoca, già mostrava il potenziale di un artista che prometteva molto di più. Le successive riedizioni hanno cambiato il design delle copertine, ma il suono originale rimane intatto: un pezzetto di storia che, sebbene non abbia brillato quanto altre canzoni dello stesso album, resta un buon esercizio per capire come suonava il rock nei suoi primi anni.
Dall'album
Ritchie Valens
Ritchie Valens · 1959 · Track 2
Dati