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La storia dietro
Come On, Let’s Go, secondo DoReSol
La prima volta che ascolti Come On Let’s Go, l’hook ti sorprende: quel riff iniziale che salta tra note brevi e un ritmo che sembra sfuggirti di mano. Non ci sono fronzoli, solo un’energia diretta che ti spinge a muovere i piedi prima ancora che finisca la prima battuta. La registrazione agli Gold Star Studios di Los Angeles gli conferisce quel suono grezzo, come se il brano fosse stato catturato in un’unica take, senza tempo per aggiustamenti. Durava poco più di due minuti, ma in quel lasso di tempo ti faceva già capire perché divenne un successo: non chiede permesso, arriva e rimane.
Il brano uscì sul mercato nel febbraio del 1959, appena nove giorni dopo che Ritchie Valens morì in un incidente aereo. Bob Keane, il suo produttore, lo registrò come parte del suo primo album, un disco che, in quei giorni, iniziava già a risuonare nelle radio. Non cercavano un successo di massa, ma Come On Let’s Go finì comunque al 42º posto della classifica Billboard, mentre altri brani dello stesso album — come Donna — scalarono posizioni molto più alte. La copertina originale dell’album, con quei cerchi verdi su sfondo nero, è un dettaglio che molti ricordano, ma ciò che conta davvero è come quel suono semplice e diretto sia finito per far parte della colonna sonora di un’epoca.
Dall'album
Ritchie Valens
Ritchie Valens · 1959 · Track 3
Dati