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Dall'album
Van Halen
Van Halen · 1978 · Track 10
Dati
La storia dietro
La prima volta che ascolti Ice Cream Man, ti prende il ritmo nervoso del basso e il colpo secco della batteria, come se il brano iniziasse a metà di una prova live. Non è un caso: sebbene il disco sia in studio, il produttore Ted Templeman ha aggiunto echi e distorsioni che simulano un palco, con il basso di Michael Anthony che suona più ampio della maggior parte delle registrazioni dell'epoca. Il solo di chitarra di Eddie Van Halen non si nasconde dietro strati di produzione; al contrario, brilla con una tecnica allora nuova: il tapping, dove usa entrambe le mani sul manico per dare quella sensazione di velocità e precisione che in seguito sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica. Il brano dura solo 3:20, ma in quel tempo ci stanno un sacco di idee musicali, come se il tempo accelerasse per non perdere l'impulso.
Registrato nel 1978, Ice Cream Man uscì nel primo album di Van Halen, proprio mentre l'hard rock iniziava a dominare le radio negli Stati Uniti. L'ingegnere del suono Donn Landee lavorò a stretto contatto con Templeman per ottenere quel suono potente, usando attrezzature che all'epoca erano all'avanguardia per studi piccoli. La band non cercava un disco perfetto: voleva catturare l'energia dei loro concerti, e in parte ci riuscì, anche se il successo commerciale arrivò un po' più tardi. L'album vendette oltre 11 milioni di copie in tutto il mondo, ma nel suo paese natale non andò oltre la posizione 19 nelle classifiche, qualcosa che oggi sembra strano se si pensa all'impatto che ebbe in seguito. La cosa curiosa è che, nonostante non fosse un successo immediato, brani come questo finirono per definire il suono di una generazione di musicisti che volevano suonare veloce, forte e con stile.