Inizio · Canzoni · Van Halen · You Really Got Me

Van Halen

di Van Halen · Album Van Halen

You Really Got Me

Durata 2:38

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Dall'album

Van Halen

Van Halen

Van Halen · 1978 · Track 3

Dati

Duración2:36
ÁlbumVan Halen
Año1978
ISRCUSWB11403670

La storia dietro

La prima volta che ascolti You Really Got Me, non assomiglia a nulla che tu abbia mai sentito prima. Non è un brano che si trascina né un blues stanco: è un colpo secco di chitarra che entra come un treno e non ti lascia respirare. Il riff di Dave Davies non suona come note, suona come elettricità pura, come se qualcuno avesse collegato una vecchia radio a una batteria di camion. Quelle quinte e ottave perfette che si ripetono una dopo l'altra non sono abbellimenti: sono il cuore della canzone, quel battito che ti afferra per il collo e non ti molla. La voce di Ray Davies sopra, acuta e ruvida, gli dà un’aria da vicolo londinese, come se il tipo stesse cantando dalla soglia di un pub dove avevano appena rotto una bottiglia. Ma la cosa più strana è che, sebbene sembri caos, tutto è calcolato: ogni nota del solo di chitarra —quello che molti giurarono fosse di Jimmy Page— è lì perché il brano non si sfaldi.

La registrarono nel luglio del 1964 negli studi IBC di Londra, ma non fu un processo tranquillo. Inizialmente, Ray Davies la scrisse al piano nella sala della sua casa, con un’aria jazzistica e testi che lui stesso definì "una canzone d’amore per ragazzi di strada". L’idea era che suonasse rilassata, quasi come un valzer ubriaco. Ma suo fratello Dave, il chitarrista, gli disse di no: quel brano aveva bisogno di distorsione, e il sassofono che Ray immaginava doveva diventare un solo di chitarra con *fuzz*. Quindi la registrarono di nuovo, questa volta con un amplificatore così distorto che sembrava un motore impazzito. Il risultato fu un disco che non solo li mise sulla mappa —arrivò al numero uno in Inghilterra nell’agosto del 1964—, ma divenne anche il manuale su come fare rock pesante prima che esistesse l’heavy metal. Quando i Van Halen la ripresero nel 1978 per il loro primo album, non solo le diedero una versione più selvaggia (con quel solo di Eddie Van Halen che rese popolare il *tapping*), ma la trasformarono in un ponte tra due ere. La canzone apparve in giochi come Guitar Hero II e in spot pubblicitari di auto degli anni ’90, ma il suo vero lascito sta nel fatto che, ogni volta che qualcuno accende una chitarra e preme le corde finché non sembrano una minaccia, sta rendendo omaggio a questo brano.