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Dall'album
Van Halen
Van Halen · 1978 · Track 1
Dati
La storia dietro
La prima volta che ascolti Runnin’ With the Devil, il basso di Michael Anthony ti aggancia con un groove che sembra uscito da una prova in strada. Non è un caso: l’intero album suona come se la band avesse registrato tra risate e sudore, ma in realtà tutto è avvenuto in uno studio negli Stati Uniti con Ted Templeman alla regia. Il produttore ha aggiunto deliberatamente riverberi ed echi, come se volesse che l’ascoltatore percepisse l’aria di un locale affollato di fumo, pur essendo la registrazione avvenuta in quattro mura spoglie. Questo ha dato alla canzone quell’aria di gruppo dal vivo, senza il caos reale di un concerto.
L’idea nacque quando Eddie Van Halen e suo fratello Alex chiamarono David Lee Roth per sperimentare qualcosa di diverso nell’hard rock di fine anni ’70. La tecnica usata per il solo —il *tapping*— esisteva già, ma loro la portarono all’estremo: Eddie muoveva le dita come se il manico fosse una tastiera, mentre Roth cantava su qualcosa che sembra un avvertimento travestito da festa. Il brano fu registrato nel 1978, e sebbene l’album non abbia raggiunto la prima posizione nelle classifiche, ha venduto oltre undici milioni di copie in tutto il mondo. Oggi, con i suoi 3:36 di durata, rimane quel tipo di canzone che ti fa muovere i piedi senza che te ne accorga, come se il diavolo ti stesse inseguendo.