Traducción literaria al español — fiel al sentimiento del autor, no es cantable.
Traducción literaria al italiano — fiel al sentimiento del autor, no es cantable.
Traducción literaria al portugués — fiel al sentimiento del autor, no es cantable.
Piano — próximamente
Stiamo preparando gli accordi
La storia dietro
Hallelujah è una canzone composta da Leonard Cohen, inclusa nel suo album Various Positions alla sua pubblicazione nel 1984. Nei suoi primi anni, il brano passò praticamente inosservato. Fu solo nel 1991 che il musicista gallese John Cale realizzò la propria versione, che ottenne una buona accoglienza da parte del pubblico. Tre anni dopo, nel 1994, il cantautore statunitense Jeff Buckley registrò l'interpretazione che avrebbe finito per consacrare la canzone, aprendo la strada a più di ottanta versioni diverse da parte di svariati artisti, sia in concerto che in registrazioni in studio. Dal punto di vista del contenuto, la canzone funziona come una poesia che si basa su storie bibliche, racconti antichi, la fede, le credenze e le insicurezze esistenziali. Attraverso la simbologia ebraica, Cohen articola allo stesso tempo la gloria e il dolore che l'amore comporta. Il primo ritornello fa riferimento a un accordo celeste che il re Davide componeva per Dio—l'Hallelujah—e subito si rivolge a qualcuno a cui, con una certa ironia, sembra non interessare la musica. In risposta, il narratore spiega l'accordo mentre lo suona: "Va così: il quarto, il quinto, la minore scende e la maggiore sale". Nella seconda strofa compaiono due episodi biblici: il momento in cui Davide osserva dal suo terrazzo Betsabea che si bagna nel giardino, meravigliato dalla sua bellezza, e il tradimento di Dalila nel tagliare i capelli a Sansone, utilizzato come metafora della donna di cui un uomo si innamora con passione. Nel corso del tempo, la canzone è stata reinterpretata da numerosi artisti. In molti casi si conserva la melodia consolidata a partire dalle versioni di John Cale e Jeff Buckley, ma il testo viene modificato in modo quasi totale per conferirle un carattere di lode religiosa, specialmente quando viene trasposta in altre lingue. In questi adattamenti, l'unico elemento del testo originale che generalmente rimane è l'"Hallelujah" del ritornello. John Cale, cantante gallese ed ex membro dei The Velvet Underground, realizzò la sua versione nel 1991, che divenne una delle più riconosciute della canzone. Tale registrazione fu inclusa nell'album tributo a Leonard Cohen intitolato I'm Your Fan, e apparve anche nel suo album dal vivo Fragments of a Rainy Season, in cui Cale interpretava brani di vari artisti. Da quella versione nacquero esibizioni successive, tra cui quelle del suo stesso tour mondiale svoltosi tra il 1993 e il 1995. Fu anche la versione utilizzata nel film Shrek (2001), come indicato nei relativi crediti, sebbene la versione di Rufus Wainwright sia quella presente nella colonna sonora ufficiale compilata dalla Geffen Records, a causa di problemi di licenza. Inoltre, la canzone apparve nel primo album della colonna sonora della serie televisiva Scrubs. Jeff Buckley registrò la versione considerata la più apprezzata musicalmente e probabilmente la più rilevante di Hallelujah. Prese come punto di partenza l'interpretazione di John Cale, pur introducendo una rielaborazione quasi integrale della stessa. Fu inclusa in Grace (1994), l'unico album in studio che Buckley riuscì a pubblicare. Si tratta di una versione dal carattere molto malinconico e al tempo stesso sobrio, in cui la voce del musicista è accompagnata unicamente dalla sua chitarra elettrica con un suono semiacustico. Nel 1997, la rivista Rolling Stone la inserì nella sua lista «Le 500 migliori canzoni di tutti i tempi secondo Rolling Stone» alla posizione numero 259, al di sopra persino della versione originale dello stesso Leonard Cohen.