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Revolver

di The Beatles · Album Revolver

Got to Get You Into My Life

Tonalità G Tempo 136 bpm Metro 4/4 Durata 2:33
Capotasto 0
Tonalità G
Vel.
◫ Modalità Cinema

Dall'album

Revolver

Revolver

The Beatles · 1966

Dati

TonalidadG
Compás4/4
Tempo136 BPM
Duración2:29
ÁlbumRevolver
Año1966
ISRCGBAYE0601505

La storia dietro

Ci sono canzoni che, quando suonate, ti invitano a un viaggio sonoro inaspettato. Got to Get You Into My Life è una di queste. Dal primo istante, ti accoglie con una fanfara di fiati che ti strappa dalla routine, un'energia che ricorda molto la musica soul che si faceva a Memphis o nelle etichette discografiche Motown. È interessante notare come, per ottenere questo suono così particolare, gli ingegneri di registrazione abbiano utilizzato tecniche come avvicinare molto i microfoni alle campane degli strumenti a fiato e poi far passare il segnale attraverso un limiter. Questo fu fatto il 18 maggio 1966, ed è stata la prima volta che The Beatles incorporarono una sezione di fiati in una delle loro registrazioni. La canzone, scritta principalmente da Paul McCartney e accreditata a Lennon–McCartney, fu registrata ai Abbey Road Studios tra aprile e giugno dello stesso anno. Curiosamente, la prima idea che ebbero per la canzone era molto diversa, includendo armonium e chitarra acustica, e persino una parte a cappella.

La storia dietro Got to Get You Into My Life ha un colpo di scena. Sebbene molti pensassero che fosse una dichiarazione d'amore a una persona, lo stesso Paul McCartney rivelò che in realtà era un'ode alla marijuana. I testi, come "I took a ride, I didn't know what I would find there / Another road where maybe I could see some other kind of mind there", sembrano confermare questa interpretazione. Questa rivelazione aggiunge uno strato ulteriore all'ascolto e all'interpretazione della canzone. Fu pubblicata sull'album Revolver il 5 agosto 1966, posizionata subito prima delle ultime tracce del disco. La versione che ascoltiamo oggi, con quella potente sezione di fiati, è stata quella che ha finito per dare forma alla canzone, trasformandola in qualcosa di molto diverso dalle prime demo. L'ingegnere di registrazione Geoff Emerick e il produttore George Martin hanno svolto un ruolo cruciale nell'evoluzione di questo brano, ottenendo un suono che si allontanava da ciò che ci si aspettava e apriva nuove porte.
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