Inizio · Canzoni · Billie Holiday · Glad to Be Unhappy

Lady in Satin

di Billie Holiday · Album Lady in Satin

Glad to Be Unhappy

Tonalità Bb Tempo 66 bpm Metro 4/4 Durata 4:08
Capotasto 0
Tonalità Bb
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Glad to Be Unhappy, secondo DoReSol

Billie Holiday canta la contraddizione con un sorriso che non inganna. In Glad to Be Unhappy, la voce roca e strappata di Billie —quella Lady Day che trasformò il dolore in arte— oscilla tra ironia e sincerità più cruda. Non c’è qui un lamento convenzionale: la canzone gioca con l’idea di trovare conforto nell’infelicità, come se la sofferenza fosse un rifugio inaspettato. Registrato in un’epoca in cui la sua salute era già compromessa, il brano suona come una confessione tardiva, quel momento in cui l’artista non si nasconde più dietro maschere. La melodia, semplice ma efficace, si regge su un tempo lento che lascia respirare ogni parola, come se ogni sillaba fosse un sospiro.

Questo brano arrivò nell’album Lady in Satin nel 1958, una delle sue ultime opere in studio prima della sua morte l’anno successivo. Prodotto da Irving Townsend e con la supervisione del suono di Fred Plaut, il disco segnò il ritorno di Billie agli studi della Columbia Records dopo anni sotto l’ala di Norman Granz e la sua etichetta Clef, che in seguito si sarebbe fusa con Verve Records. La registrazione, di poco più di quattro minuti, cattura un’intimità che pochi album dell’epoca riuscirono a trasmettere: senza orpelli inutili, solo la sua voce e l’accompagnamento essenziale affinché il messaggio non vada perduto. Il fatto che fosse uno dei suoi ultimi lavori in vita gli conferisce un peso diverso, come se ogni nota fosse un addio camuffato da canzone.

Dall'album

Lady in Satin

Lady in Satin

Billie Holiday · 1958 · Track 10

Dati

TonalitàBb
Metro4/4
Tempo66 BPM
Durata4:08
CompositoreRichard Rodgers
AlbumLady in Satin
Anno1958
ISRCUSSM15800236

Crediti

Testo Lorenz Hart

Musica Richard Rodgers

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