Inizio · Canzoni · Billie Holiday · For Heaven’s Sake

Lady in Satin

di Billie Holiday · Album Lady in Satin

For Heaven’s Sake

Durata 3:29

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Dall'album

Lady in Satin

Lady in Satin

Billie Holiday · 1958 · Track 2

Dati

Duración3:28
ÁlbumLady in Satin
Año1958
ISRCUSSM15800228

La storia dietro

La voce di Billie Holiday in For Heaven’s Sake non sembra un addio, ma un sospiro che si prolunga nell’aria. Registrata nel 1958, quando il suo corpo già accusava il peso di decenni di vita e lotta, questa canzone sembra fermare il tempo: il piano disegna accordi lenti, quasi trascinati, e la sua interpretazione oscilla tra fragilità e una forza che non si lascia sopraffare. Non è un brano di commiato, ma il titolo — che evoca una supplica o un giuramento — gli conferisce un’aria di gesto finale, come se ogni nota fosse un appello o un ringraziamento. L’arrangiamento, semplice ma pregno di intenzione, lascia spazio perché la sua voce, già roca e fragile, scivoli tra le parole con un’intimità che fa male.

L’album Lady in Satin fu la sua penultima opera in vita, prodotto da Irving Townsend e registrato sotto la direzione tecnica di Fred Plaut negli studi della Columbia Records. A quel punto, Billie era lontana da anni dal circuito di Norman Granz e dei suoi gruppi jazz, marchio che l’aveva accompagnata nelle sue registrazioni più celebrate. Questo brano, tuttavia, non segue lo schema delle sue collaborazioni precedenti: qui non ci sono improvvisazioni vertiginose né cambi di tempo, solo una melodia che si allunga come un lamento contenuto. Durava 3 minuti e 29 secondi, ma in quello spazio breve trovano posto decenni di storia personale e musicale.