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La storia dietro
Frontiers, secondo DoReSol
Journey registrò Frontiers in un momento chiave: proprio quando il rock degli anni '80 iniziava a dominare le radio con melodie orecchiabili e testi che parlavano di viaggi, sogni e quella miscela di forza e nostalgia che li caratterizzava. L’album uscì nel febbraio 1983, ma la cosa interessante è che quasi non arrivò in tempo. Quando era già pronto per la stampa, ci fu un incontro dell’ultimo minuto con il rappresentante della casa discografica, Michael Dillbeck, e da lì vennero fuori due canzoni che si rivelarono essenziali: una di queste, Separate Ways (Worlds Apart), divenne uno dei loro brani più riconoscibili. Non era stato pianificato, ma quella piccola modifica diede al disco una svolta inaspettata.
Il suono di Frontiers è puro rock commerciale dell’epoca, con chitarre pulite che si intrecciano a tastiere brillanti e voci che salgono e scendono come onde. Faithfully, ad esempio, è quella ballata che tutti conoscono: un viaggio in auto con un assolo di chitarra che sembra non finire mai e un testo che parla di lealtà e distanza. Ma non è tutto ballate: After the Fall e Send Her My Love mostrano il lato più energico della band, con riff che saltano e cori che invitano a cantare a squarciagola. L’ingegnere del suono Wally Buck e i produttori Kevin Elson e Mike Stone riuscirono a catturare quel equilibrio tra potenza e melodia, usando attrezzature che all’epoca erano standard ma che, una volta mixate, suonarono fresche. Addirittura Mike Stone si occupò del missaggio finale, donando quel tocco caratteristico che fa risaltare le voci senza perdere forza.
Il disco non solo vendette milioni — la RIAA lo certificò sei volte platino — ma generò anche quattro singoli tra i 40 più ascoltati nella Billboard: After the Fall, Send Her My Love, Faithfully e, ovviamente, Separate Ways (Worlds Apart). Quest’ultimo raggiunse addirittura l’8ª posizione, mentre Chain Reaction si insinuò come un successo nelle radio rock. Nel 2008, un critico di Classic Rock come Paul Elliott arrivò a definire Faithfully 'la migliore ballata di power rock di tutti i tempi', anche se si tratta più di un’opinione che di un dato di fatto. Sta di fatto che Frontiers non fu solo un album: fu il momento in cui Journey dimostrò di poter suonare moderno senza perdere la propria essenza.
Dall'album
Frontiers
Journey · Track 9
Dati