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Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not

di Arctic Monkeys · Album Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not

Fake Tales of San Francisco

Durata 2:57

Accordi in preparazione

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Dall'album

Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not

Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not

Arctic Monkeys · 2005 · Track 3

Dati

Duración2:57
ÁlbumWhatever People Say I Am, That’s What I’m Not
Año2005
ISRCGBCEL0501182

La storia dietro

La prima volta che Fake Tales of San Francisco risuona, il basso degli Arctic Monkeys sta già segnando un ritmo che non sembra quello di un esordio. Registrata nel 2005 per un EP di cinque canzoni, il brano ha l’urgenza di chi suona nei piccoli bar senza sapere di stare incidendo qualcosa che li accompagnerà per anni. Il testo di Alex Turner non parla di viaggi lontani, ma di ciò che accade quando una band si inventa un’identità prestata: “Non sei di New York, sei di Rotherham”, dice, e lì sta il colpo. Non è una critica allo stile, ma all’idea che il suono proprio si diluisca quando si guarda troppo all’esterno. Il brano ha quella miscela di ironia e malinconia che poi avrebbe definito la band, come se Turner già sapesse che il successo non sarebbe arrivato imitando, ma trovando qualcosa di autentico nel quotidiano.

Il video, diretto da Mark Bull e girato con materiale dei loro primi concerti a Sheffield, rafforza questa sensazione di umili origini. Non ci sono effetti, solo riprese dal vivo di quando stavano ancora su un palco da bar, con Andy Nicholson al basso prima della sua uscita. La canzone arrivò alla radio statunitense nel 2006, proprio quando l’album Whatever People Say I Am, That's What I'm Not aveva già travolto il Regno Unito. Negli Stati Uniti fu pubblicato come singolo radiofonico, ma senza video ufficiale né promozione massiccia. Eppure, rimase una di quelle canzoni che i fan associano ai primi giorni, quando gli Arctic Monkeys suonavano ancora come un gruppo di ragazzi che suonavano per nessuno in particolare.