La storia dietro
Dancing Shoes, secondo DoReSol
Se mai ti sei trovato paralizzato davanti a qualcuno che ti piaceva in un bar senza sapere cosa fare, Dancing Shoes ti suonerà familiare. Il brano non parla di grandi imprese o amori epici, ma di quel momento imbarazzante e quotidiano in cui la timidezza vince a mani basse. Alex Turner lo ha scritto dalla prospettiva di chi si fa coraggio per uscire, ma alla fine retrocede all’ultimo istante. Non c’è dramma esagerato né colpi di scena: solo il ritmo nervoso di una chitarra che accelera e frena, come se il protagonista fosse sul punto di fare il passo ma esitasse a ogni battuta.
Registrata nel 2007 insieme al resto dell’album Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not, la canzone raggiunse la quarta posizione in classifica e divenne uno dei brani più riconoscibili di quel disco. Simon “Barny” Barnicott e Owen Skinner si occuparono del missaggio, mentre Jim Abbiss curò la produzione. A quel punto, la band aveva già infranto lo schema su come si diffonde la musica: i loro demo circolavano online prima ancora che qualcuno sapesse bene chi fossero. L’album gli valse il premio come Miglior Album Britannico ai Brit Awards del 2008 e il Mercury Prize nello stesso anno, ma Dancing Shoes non ha bisogno di questi riconoscimenti per emergere. La sua magia sta nel catturare quel istante in cui tutti, almeno una volta, ci siamo sentiti intrappolati tra il coraggio e la paura.
Dall'album
Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not
Arctic Monkeys · 2005 · Track 4
Dati
Crediti
Testo Alex Turner
Musica Alex Turner, Jamie Cook, Matt Helders, Andy Nicholson