Dall'album
Roots
Sepultura · 1996 · Track 15
Dati
TonalidadD#
Compás4/4
Tempo98 BPM
Duración1:25
ÁlbumRoots
Año1996
La storia dietro
Dictatorshit dei Sepultura è uno di quei brani che non chiedono il permesso per esistere. Con appena 87 secondi, non si perde in fronzoli: colpisce dritto, come un pugno sonoro che taglia l’aria. Il basso di Paulo Jr e la batteria di Igor Cavalera marciano un ritmo ossessivo, quasi tribale, mentre le chitarre di Andreas Kisser e Max Cavalera si intrecciano con una distorsione grezza. Non c’è spazio qui per melodie lunghe o testi elaborati; il titolo lo dice tutto. È un manifesto in forma di canzone, dove rabbia e urgenza si traducono in note.Lo registrarono negli Stati Uniti tra la fine del 1995 e l’inizio del 1996, insieme al resto dei brani di Roots, il loro sesto album. Il processo fu intenso: Ross Robinson guidò le operazioni in veste di produttore, cercando di catturare quell’energia primitiva che la band già esplorava. Tra gli ingegneri del suono, Rob Agnello, Chuck Johnson e Richard Kaplan registrarono ogni colpo di rullante e ogni distorsione senza filtri, mentre Steve Sisco e Andy Wallace si occuparono di rifinire il suono nel mixaggio. Il risultato fu un disco che, per la sua brevità, sembra più un rituale che un album convenzionale. Dictatorshit non aspira a essere memorabile per la sua durata, ma per ciò che riesce a trasmettere in quei minuti rubati al tempo.
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