La storia dietro
Registrare un album dal vivo all'interno di una prigione non era cosa comune, ma per Johnny Cash, l'idea di portare la sua musica in luoghi come la Folsom State Prison si stava formando da quando aveva pubblicato "Folsom Prison Blues" nel 1955. Fu solo nel 1967 che le cose si mossero, con cambiamenti alla Columbia Records che misero Bob Johnston a capo della produzione del suo materiale. In quel momento, Cash, avendo già superato problemi di dipendenza, cercava di dare un nuovo slancio alla sua carriera. Così, il 13 gennaio 1968, alla Folsom State Prison in California, accompagnato da June Carter, Carl Perkins e la sua band, i Tennessee Three, tenne due concerti. Nonostante la Columbia non gli diede molta promozione iniziale, il risultato, At Folsom Prison, finì per raggiungere il primo posto nelle Top Country Charts.
La voce profonda e il distintivo ritmo "boom-chick-a-boom" dei Tennessee Three erano marchi di fabbrica di Johnny Cash, conosciuto come "L'uomo in nero" per il suo abbigliamento. Il suo repertorio spaziava da temi di pentimento, colpa e redenzione, come in "I Walk The Line" o "Folsom Prison Blues", ma esplorava anche l'umorismo in canzoni come "A Boy Named Sue", o l'energia pura di "Get Rhythm". Nato J. R. Cash a Kingsland, Arkansas, nel 1932, e deceduto a Nashville, Tennessee, nel 2003, Cash divenne una figura chiave del XX secolo, considerato il Re della Musica Country e creatore del suo stile, fondendo country, gospel, rock and roll e rockabilly.