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La storia dietro
Cuando te vayas, secondo DoReSol
I Prisioneros hanno infuso in «Cuando te vayas» un pezzo della loro vita che pochi hanno avuto modo di ascoltare dal vivo. La canzone è nata come specchio di ciò che Jorge González stava vivendo: la sua relazione con Jacqueline Fresard stava andando in pezzi mentre lui stava completando l’album «La cultura de la basura». Non era un semplice brano dell’album; era il riflesso di una rottura personale che, ironicamente, finì per diventare un inno per gli altri. Il testo non chiede perdono né giustifica nulla: dice solo ciò che fa male, con quella crudezza che li aveva già resi famosi in *Pateando piedras*. La cosa curiosa è che, nonostante fosse una delle canzoni più intime del gruppo, non la suonarono quasi mai durante il tour del 1987. La censura della dittatura di Augusto Pinochet chiuse loro le porte in intere regioni del Cile, e diversi concerti furono cancellati prima che potessero eseguirla per la prima volta sul palco. L’unica registrazione dal vivo rimasta risale al 2003, quando la suonarono nuovamente allo Stadio Nazionale insieme all’Orchestra Sinfonica Giovanile, in uno spettacolo che segnò il ritorno della band dopo anni di silenzio.
L’album *La cultura de la basura* uscì nel dicembre del 1987, ma non tutti lo ascoltarono allo stesso modo. Mentre in Cile l’album fu pubblicato su cassetta e vinile con 14 brani, nel resto dell’America Latina fu pubblicato l’anno successivo con solo 10 canzoni, mescolando nuove versioni e remix. In paesi come Perù, Bolivia, Colombia e Venezuela è stata lanciata un’edizione diversa, e persino in Ecuador è uscito un vinile con brani che non figuravano nella versione cilena. Il titolo dell’album chiariva già il messaggio: parlava della cultura neoliberista che si stava affermando in Cile negli anni ’80, con il suo discorso sul successo vuoto e la sua ossessione per il materiale. «Cuando te vayas» si inseriva perfettamente in quel clima: era la canzone che non prometteva nulla, ma mostrava solo il costo di vivere in un paese dove persino l’amore diventava merce. La durata del brano, 4 minuti e 54 secondi, non basta ad alleggerire il peso di quelle parole.
Dall'album
La cultura de la basura
Los Prisioneros · 1987 · Track 5
Dati