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La storia dietro
Somos sólo ruido, secondo DoReSol
La canzone Somos sólo ruido, che apre l'album La cultura de la basura dei Los Prisioneros, è un pezzo che gioca con la critica e l'autoconsapevolezza. Composta da Claudio Narea e con la voce principale di Miguel Tapia, questa traccia si presenta come una risposta diretta alle osservazioni e alle critiche che il gruppo riceveva. La sua sonorità, intenzionalmente semplice e con effetti che potrebbero essere considerati "spaventosi", insieme a voci che sembrano fuori sincrono, è una parodia deliberata delle critiche sulla loro presunta carenza sonora o disorganizzazione nelle loro esibizioni. È un modo molto particolare e divertente di affrontare le critiche stilistiche e di produzione che gli venivano attribuite.
All'interno di questa composizione, si possono apprezzare curiosi dettagli sonori. Ad esempio, si sentono frammenti di tromba che rimandano a Louis Armstrong, un sample che riapparirà poi in un'altra canzone. Inoltre, è inclusa una frase pronunciata da Tapia. È interessante notare che Somos sólo ruido non è mai stata eseguita dal vivo dai Los Prisioneros come band completa, sebbene sia Narea che Tapia l'abbiano suonata nei loro progetti successivi. L'album La cultura de la basura, pubblicato nel 1987, ebbe diverse edizioni; la versione cilena conteneva 14 brani, mentre l'edizione latinoamericana del 1988, distribuita in paesi come Perù, Bolivia, Colombia e Venezuela, presentava 10 canzoni, includendo We are sudamerican rockers al posto di Somos sólo ruido.
In Ecuador, sempre nel 1988, ci fu un'edizione in vinile con una selezione diversa di brani. Il titolo dell'album, La cultura de la basura, faceva riferimento alla cultura neoliberista che si stava consolidando in Cile durante gli anni '80.
Dall'album
La cultura de la basura
Los Prisioneros · 1987 · Track 1
Dati