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La storia dietro
Cruz de navajas, secondo DoReSol
La prima volta che “Cruz de navajas” andò in onda alla radio, nessuno si aspettava ciò che sarebbe successo dopo. Non era solo un’altra canzone dell’album *Entre el cielo y el suelo*, ma una svolta inaspettata che finì per ridefinire il percorso dei Mecano. José María Cano l’ha scritta senza pensare all’impatto che avrebbe avuto: una storia cruda su una relazione che va in pezzi, dove il tradimento e la violenza si intrecciano con un ritmo che, a distanza di anni, continua a risuonare in ogni nota. La cosa curiosa è che, all’inizio, né Nacho né Ana Torroja la vedevano di buon occhio. Anzi, volevano relegarla sul lato B del disco, lontano dalle prime posizioni. Ma a volte il caso — o, in questo caso, un programma radiofonico — decide al posto tuo.
Il brano è stato registrato negli studi Audiofilm con la collaborazione di Jorge Pardo al sassofono e Pepe Ébano alle percussioni, due musicisti che gli hanno conferito quell’atmosfera jazzistica che lo distingue dal resto del repertorio della band. Quando José Antonio Abellán la ascoltò nel suo programma *El Gran Musical*, capì subito che aveva qualcosa di speciale: la promosse senza il permesso della casa discografica e il pubblico rispose immediatamente. Le vendite di «Entre el cielo y el suelo» salirono alle stelle, costringendo la casa discografica a lanciarla come singolo ufficiale nell’estate del 1986. A quel punto, era ormai troppo tardi per ignorarla. La canzone, che racconta di un triangolo amoroso che finisce in tragedia — con le tre croci come simbolo di dolore —, si è classificata al terzo posto nella classifica di VH1 delle 100 grandi canzoni degli anni ’80 in lingua spagnola. Nel 1989 fu persino adattata in italiano con il titolo «Croce di lame», inclusa nell’album «Figlio della Luna». Il suo stile, a metà strada tra la ballata pop e il bolero ritmato, dimostrò che i Mecano sapevano giocare con i generi senza perdere la loro essenza, cosa che risultò evidente in una copertina minimalista in cui Ana Torroja appare in pelle, inclinata in un angolo che sembra sfidare la gravità.
Dall'album
Entre el cielo y el suelo
Mecano · 1986
Dati