La storia dietro
Hijo de la luna, secondo DoReSol
La storia narrata da *Hijo de la Luna* è quella di una donna gitana che, disperata per sposare l'uomo che ama, chiede aiuto alla Luna. Il patto proposto dall'astro notturno è quello di consegnare il suo primogenito in cambio dell'esaudimento del suo desiderio. La Luna, per mettere alla prova l'amore della madre, acconsente e la coppia finalmente si unisce. Il frutto della loro unione è un bambino con tratti molto diversi dai suoi genitori: bianco e con gli occhi grigi, nonostante loro siano bruni e con gli occhi scuri. Il padre, vedendo il bambino, non lo riconosce come suo e, credendo che sua moglie gli sia stata infedele con qualcuno estraneo alla loro etnia, la uccide e abbandona il neonato sul monte. La Luna, compassionevole, prende il bambino, e la canzone si chiude con l'idea che il suo stato d'animo si rifletta nelle fasi lunari: quando è felice, la Luna brilla piena, e quando piange, questa si affievolisce per creargli una culla. La composizione musicale fonde il genere ballad-pop e il valzer con tocchi folkloristici gitani e spagnoli.
Questo brano è stato scritto da José María Cano nel 1986, mentre risiedeva a Madrid. Fu incluso nell'album *Entre el cielo y el suelo*, pubblicato nello stesso anno. L'uscita di *Hijo de la Luna* come singolo avvenne nel 1987, prima in Spagna e poi in Ispanoamerica e negli Stati Uniti. L'album *Entre el cielo y el suelo* segnò un punto di svolta per Mecano, rappresentando una fase di maggiore maturità creativa e tecnica che aprì loro le porte al successo internazionale. Fu un disco che vendette oltre un milione di copie solo in Spagna. La canzone, oltre a trionfare nel suo paese, risuonò in diversi paesi dell'America Latina, Europa e Filippine. Mecano esplorò anche la sua diffusione in altre lingue, creando versioni in italiano, che apparve nell'album *Figlio della Luna* del 1989, e in francese, inclusa nel disco *Aidalai* del 1991, ottenendo una grande accoglienza in Francia e in altre regioni francofone. La copertina del singolo mantiene un'estetica minimalista, con una fotografia bicromatica nei toni del grigio e del nero, mostrando i tre membri del gruppo. Il missaggio della canzone fu curato da Luis Fernández Soria, e la produzione fu realizzata da Mecano.
Dall'album
Entre el cielo y el suelo
Mecano · 1986
Dati
Crediti
Musica José María Cano