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La storia dietro
Ay, qué pesado, secondo DoReSol
La canzone Ay, qué pesado, con la sua durata di 3 minuti e 59 secondi, fa parte di un momento chiave nella carriera dei Mecano. Questo brano si trova nell'album Entre el cielo y el suelo, pubblicato nel 1986. Dopo un cambio di casa discografica, questo lavoro segnò un punto di svolta, dando il via a una fase in cui la band esplorò una maggiore maturità sia nella proposta creativa che nella qualità tecnica delle loro produzioni. Fu il primo album con cui i Mecano consolidarono la loro proiezione internazionale, superando il milione di copie vendute solo in Spagna.
Questo album, Entre el cielo y el suelo, mise anche in risalto la vena compositiva di José María Cano, che assunse un ruolo più prominente nella scrittura dei brani, in contrasto con la fase precedente in cui suo fratello Nacho era il principale creatore dei singoli. Il titolo del disco, infatti, proviene dal primo verso di una delle canzoni incluse, Me cuesta tanto olvidarte. La produzione di questo lavoro fu curata dai Mecano, mentre il missaggio fu realizzato da Spencer Henderson e Austin Ince. La band, formata da Ana Torroja e dai fratelli Nacho e José María Cano, si avvalse per le registrazioni e le esibizioni dal vivo di musicisti di supporto come Arturo Terriza, Manolo Aguilar, Nacho Mañó, Javier Quílez, Ángel Celada e Óscar Astruga. Il suono dei Mecano si evolse dal tecno-pop dei loro esordi a un eclettismo che dimostrò grande versatilità, mantenendo sempre la coesione attraverso il pop caratteristico di Ana Torroja. La loro portata si estese oltre la Spagna, raggiungendo l'America Latina, gli Stati Uniti, le Filippine e con una certa risonanza in paesi come Giappone, Svezia, Germania e altri mercati.
Dall'album
Entre el cielo y el suelo
Mecano · 1986
Dati