Inizio · Canzoni · The Verve · Come On / Deep Freeze

Urban Hymns

di The Verve · Album Urban Hymns

Come On / Deep Freeze

Durata 15:15

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Dall'album

Urban Hymns

Urban Hymns

The Verve · 1997 · Track 13

Dati

Duración15:14
ÁlbumUrban Hymns
Año1997
ISRCGBUM71601828

La storia dietro

"Come On / Deep Freeze" è uno di quei brani in cui il tempo sembra fermarsi. Non è solo una canzone, ma due movimenti che si intrecciano come un unico respiro di quasi sedici minuti. Il primo brano, «Come On», parte con un riff che rimane impresso nella memoria all’istante, quel suono caldo e avvolgente che anticipa già ciò che verrà. Ma è in "Deep Freeze" che la magia diventa ipnotica: la batteria di Peter Salisbury segna un ritmo che non molla mai, mentre la chitarra di Nick McCabe intreccia strati di distorsione che si sovrappongono come onde. C’è qualcosa in quella costruzione che ricorda quelle giornate estive in cui il caldo diventa denso, quasi tangibile.

La storia dietro questa registrazione è intensa quanto la musica stessa. Dopo lo scioglimento della band nel 1995 — e la sua inaspettata reunion senza il chitarrista originale —, il gruppo si è immerso in un processo caotico. I primi tentativi con produttori come John Leckie e Owen Morris non diedero frutti, e provarono persino con Bernard Butler, ex membro dei Suede, anche se la sua permanenza fu breve. Fu solo nel 1996, agli Olympic Studios di Londra, che trovarono il suono che cercavano. Con Chris Potter alla produzione e Martin “Youth” Glover come figura chiave, riuscirono a plasmare quell’atmosfera densa che caratterizza *Urban Hymns*. Il mix di energia grezza e produzione raffinata ha dato il tocco finale a un album che, nel 1998, si è aggiudicato il premio come Miglior album ai Brit Awards, superando band come i Radiohead e gli Oasis.