Inizio · Canzoni · Kamasi Washington · Clair de Lune
Dall'album
The Epic
Kamasi Washington · 2015 · Track 3
Dati
La storia dietro
La prima volta che ho ascoltato Clair de Lune, sono rimasto immobile. Non è che la melodia mi abbia afferrato all’improvviso, ma il peso di quei undici minuti non mi lascia mai, neanche per un secondo. Non è una canzone che si ascolta: è un luogo che si abita. Il sax di Kamasi Washington disegna un paesaggio in cui l’intimo e l’epico si mescolano senza preavviso, come se ogni nota respirasse al rallentatore. Ciò che più mi ha colpito quando ho provato a suonarla è come il brano si regga su un solo accordo per quasi tutta la sua durata, senza mai risultare statico. C’è un gioco di dinamiche che va da sussurri a esplosioni controllate, come se il musicista stesse raccontando una storia in tempo reale, non solo eseguendo una partitura.
È stato registrato nel 2015 insieme al resto dell’album The Epic, un lavoro pubblicato da Brainfeeder che, fin dal primo giorno, i critici hanno accolto con voti altissimi. Su Metacritic ha ottenuto 83 punti su 100, un punteggio che in quel sito significa che quasi tutti erano concordi nel definirlo un disco degno di essere ascoltato. Non volevano suonare come il jazz tradizionale né come una fusione forzata: volevano che ogni strumento respirasse liberamente, senza però perdere coesione. Per riuscirci, Washington si è circondato di un team di ingegneri che hanno registrato tutto dal vivo — senza tagli né ritocchi — conferendo quel suono organico che si percepisce anche nelle incisioni più intime. Il missaggio è stato affidato a Benjamin Tierney, che ha bilanciato i volumi in modo che il sax non sovrastasse il piano né il basso perdesse la sua presenza. Undici minuti di durata, ma con una densità tale che ogni ascolto rivela qualcosa di nuovo.