La storia dietro
Change of the Guard, secondo DoReSol
Change of the Guard non è solo una canzone: è un viaggio che si estende per oltre dodici minuti, in cui il sax di Kamasi Washington dipinge paesaggi sonori che respirano tra l’epico e l’intimo. Non c’è fretta nella sua struttura, eppure non si perde mai il filo. Il brano procede con una cadenza che ricorda quei momenti in cui una band si abbandona all’improvvisazione senza perdere coesione, come se ogni nota fosse un passo in più in una conversazione che dura da decenni. Ciò che colpisce di più non è la sua durata, ma come riesca a mantenere quella tensione creativa senza cadere in ripetizioni vuote. Il sax principale —che domina la prima metà— si intreccia con sezioni ritmiche che sembrano muoversi su più livelli, come se il tempo stesso si allungasse e contraesse al ritmo della musica.
La registrazione di The Epic, l’album in cui appare Change of the Guard, è stata un processo organico che ha riunito sette ingegneri del suono —Tony Austin, Chris Constable, Julie Everson, Carson Lehman, Conrad Leon, Brian Rosemeyer e Tyler Shields— sotto la direzione di Kamasi Washington in veste di arrangiatore e produttore. Il missaggio, affidato a Benjamin Tierney, rafforza questa sensazione di spazio: gli strumenti non si sovrappongono, ma si completano a vicenda, come se ciascuno avesse il proprio posto sul palco. Il risultato è stato un disco che, al suo lancio il 5 maggio 2015, ha ricevuto un punteggio medio di 83 su Metacritic basato su sette recensioni critiche, un riconoscimento che rifletteva il suo impatto immediato sulla scena del jazz contemporaneo. Non cercavano di suonare come nessun altro: volevano che la musica respirasse, e ci sono riusciti.
Dall'album
The Epic
Kamasi Washington · 2015 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Kamasi Washington