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di Pink Floyd · Album p·u·l·s·e

Astronomy Domine

Tonalità G Tempo 130 bpm Metro 4/4 Durata 4:21
Capotasto 0
Tonalità G
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Astronomy Domine, secondo DoReSol

Quando Syd Barrett, il compositore originale dei Pink Floyd, tornò da un'esperienza che descrisse come un incontro con l'immensità dell'universo, cercò di trasporre quella visione nella sua musica. Si dice che portasse con sé un atlante astronomico e, combinando quelle informazioni con riferimenti a personaggi dei fumetti di fantascienza come Dan Dare, Pilot Of The Future, intrecciò i testi che avrebbero dato forma ad Astronomy Domine. Questa canzone, che apre l'album di debutto della band, The Piper at the Gates of Dawn (1967), divenne una delle prime esplorazioni del gruppo in quello che sarebbe stato definito "space rock". Le voci principali nella versione in studio sono condivise da Barrett e dal tastierista Richard Wright. Il titolo, Astronomy Domine, fa riferimento alla parola latina "Domine" utilizzata nei canti gregoriani, e il tema iniziale include la voce di uno dei loro manager, Peter Jenner, che legge nomi di pianeti e stelle attraverso un megafono, con un accenno appena udibile al 1930, anno della scoperta di Plutone. La strumentazione è caratterizzata dalla chitarra Fender Esquire di Barrett, che si mescola con l'organo Farfisa di Wright e la linea di basso di Roger Waters, il tutto avvolto in effetti di eco psichedelico di una macchina Binson.

La composizione di Astronomy Domine presenta una particolare struttura armonica. Le strofe utilizzano una progressione di accordi maggiori (E, E♭, G, A), mentre il ritornello scende cromaticamente. Nell'introduzione, Barrett crea un suono distintivo sovrapponendo un accordo di Mi maggiore aperto con note di un accordo di Mi♭ maggiore. Questo brano fu fondamentale nei concerti dei Pink Floyd. Una versione dal vivo, inclusa nell'album Ummagumma (1969), mostra l'evoluzione della band dopo la partenza di Barrett, con David Gilmour alla chitarra e un'interpretazione più vicina al rock progressivo. In questa versione, le voci principali sono di Gilmour e Wright, che canta le armonie più acute. Curiosamente, questa versione dal vivo di Ummagumma sostituì quella originale in studio nell'edizione americana dell'album compilation A Nice Pair (1973). Più tardi, nel 1994, Gilmour iniziò a interpretare una versione più fedele all'originale, che poi portò nella sua carriera solista.

Dall'album

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Pink Floyd · 1995 · Track 2

Dati

TonalitàG
Metro4/4
Tempo130 BPM
Durata4:21
CompositoreSyd Barrett
Albump·u·l·s·e
Anno1995

Crediti

Testo Syd Barrett

Musica Syd Barrett

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