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New York, Stati Uniti · 1970–1986

Weather Report

Se cerchi il suono che definisce Weather Report, non è solo jazz o funk quello che ascolti: è quella miscela di strati elettronici che si intrecciano con ritmi del mondo e melodie che sembrano fluttuare. Joe Zawinul, alle tastiere, non si accontentò del pianoforte tradizionale: portò i sintetizzatori in un luogo dove il jazz si mischiava con suoni registrati, vocoder e persino interferenze radio, tutto in una stessa frase musicale. Wayne Shorter, dal canto suo, contribuiva con linee di sassofono che potevano andare da passaggi limpidi e lirici a esplosioni modali, sempre ancorate alla struttura collettiva. La band non seguiva lo schema classico di solista e accompagnamento; ogni musicista improvvisava, ma con un senso di insieme che evitava il disordine. Eppure: il loro primo album, Weather Report (1971), odorava ancora di sperimentazione grezza, con il basso acustico di Miroslav Vitouš che risuonava in Milky Way mentre le corde del pianoforte vibravano per simpatia con il sax soprano di Shorter. Non c'erano ancora sintetizzatori, ma il futuro si intuiva già.

La svolta arrivò quando Zawinul prese le redini creative. Dopo l'abbandono di Vitouš, il gruppo virò verso un suono più funky e accessibile, senza però perdere la propria essenza. In Black Market (1976), la band mostrava già una struttura più definita, ma fu con l'arrivo di Jaco Pastorius al basso che tutto andò al suo posto. Pastorius non si limitava a suonare: reinventava lo strumento con il suo basso fretless, i suoi armonici e assoli che sembravano sfidare la gravità. Il risultato fu Heavy Weather (1977), dove Birdland divenne un inno istantaneo. Non era jazz fusion convenzionale: era qualcosa di più organico, con groove che invitavano al movimento e melodie che rimanevano impresse nella memoria. La critica li applaudì — vinsero per cinque volte consecutive il premio di Down Beat come miglior album —, ma loro continuavano a cercare suoni che ancora non esistevano.

1 Album
8 Canzoni

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Canzoni essenziali

1 album · 1977

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Il periodo con Pastorius fu breve ma intenso. Dal vivo, la sezione ritmica (Pastorius, Chester Thompson alla batteria e Alex Acuña alle percussioni) funzionava come una macchina perfetta, mentre Shorter e Zawinul intrecciavano idee sopra di essa. Registrazioni come Live in Tokyo (1975) o il doppio 8:30 (1979) catturano quell'energia allo stato puro. In seguito, Zawinul esplorò collaborazioni con musicisti come Carlos Santana o Carl Anderson, ma il cuore del gruppo rimase sempre quel dialogo tra l'elettronico e l'acustico, tra l'improvvisazione e la composizione raffinata. Quando pubblicarono This Is This (1986), fu chiaro che era la fine di un ciclo: la band si sciolse, ma la loro influenza sul basso elettrico, sui sintetizzatori nel jazz e sull'idea di un ensemble in cui tutti improvvisano — senza gerarchie — rimane viva. Pastorius, dal canto suo, ebbe una carriera brillante e tragica, ma il suo passaggio in Weather Report ridefinì ciò che un bassista potesse essere.

Dati

Nacimiento
1 ene 1971
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Jazz

Premi e riconoscimenti

  • Grammy

Membri

· actual
Airto Moreira
· actual
Alphonse Mouzon
· actual
Alphonso Johnson
· actual
Andrew White
· actual
Dom Um Romão
percussioni · actual
José Rossy
· actual
Leon Ndugu Chancler
· actual
Mino Cinelu
· actual
Miroslav Vitouš
· actual
Narada Michael Walden
· actual
Omar Hakim
batteria · actual
Peter Erskine
fondatore · 1971–presente
Joe Zawinul
fondatore · 1971–1986
Wayne Shorter
· 1975–1982
Jaco Pastorius
contrabbasso · 1982–1986
Victor Bailey
· 1972–1974
Eric Kamau Grávátt
Alyrio Lima

Etichette discografiche

Columbia ARC