Inizio · Canzoni · Weather Report · Palladium
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Dall'album
Heavy Weather
Weather Report · 1977 · Track 6
Dati
La storia dietro
La prima volta che Palladium risuona, il sax di Wayne Shorter entra come se stesse raccontando una storia ad alta voce. Non è un assolo lungo né una dimostrazione tecnica, ma una melodia che si snoda nell'aria come se cercasse qualcosa tra le ombre del Palladium Club di New York. Il brano nacque da quelle notti di jazz latino che Shorter visse da bambino nello stesso luogo, dove i ritmi si mescolavano al sudore della sala e al fumo delle sigarette. Non è un caso che il basso di Jaco Pastorius —qui nei suoi steel drums— e le congas di Manolo Badrena suonino come se stessero danzando sul palco, portando il pezzo verso un luogo in cui il jazz e la percussione latina si abbracciano senza chiedere permesso.
Registrata alla Columbia Records durante le sessioni di Heavy Weather, la canzone si insinuò nell'album come un omaggio a quella New York che respirava musica in ogni angolo. Il team di registrazione —Jerry Hudgins, Ron Malo e Brian Risner— riuscì a catturare quel momento in cui Joe Zawinul smonta il piano elettrico Rhodes e il sintetizzatore ARP 2600 per creare una base che sembra respirare. Pastorius, Acuña e Badrena intrecciarono le loro parti quasi come se stessero improvvisando, ma con una precisione che si ottiene solo quando il gruppo suona insieme da anni. Quando Palladium termina, dopo quei 4:48, rimane la sensazione di essere stati in un luogo dove la musica non si suona, ma si vive.