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Buenos Aires, Argentina · 1970 — presente

Pappo’s Blues

Se c’è qualcosa che definisce il suono di Pappo, è quella miscela di blues grezzo con distorsioni che sembrano uscite direttamente da una officina meccanica. Non è un blues di note levigate o scale accademiche, ma uno che suona come un’officina aperta, una chitarra collegata in un garage di Buenos Aires dove l’aria sa di benzina e sudore. Quel tono ruvido, quasi sporco, ma con un groove che non perdona, è ciò che ha fatto sì che Pappo’s Blues non fosse solo un’altra band di rock argentino, ma un ponte tra il blues classico e l’hard rock che iniziava a emergere negli anni settanta. Non cercavano di suonare come nessun altro: volevano che la loro musica sembrasse registrata in una prova a mezzanotte, con cavi spelacchiati e amplificatori al limite.

Tutto iniziò quando Pappo — che aveva già fatto parte de Los Gatos e Los Abuelos de la Nada — decise di voler esplorare qualcosa di più oscuro e diretto. Nel 1970 formò la sua band, ma con un dettaglio fondamentale: lui era l’unico a rimanere in ogni formazione. Non era un progetto collettivo, ma un’estensione della sua chitarra e della sua voce, come se ogni canzone fosse un diario di viaggio dei suoi percorsi nel blues e nel rock. La band si sciolse nel 1980, ma il nome tornò a comparire in diversi reunion fino al 1999, come se il tempo non potesse cancellare quel suono che si era già radicato profondamente.

1 Album
4 Canzoni
102 Ascoltatori/mese

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Canzoni essenziali

1 album · 1971

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Dove altri vedevano solo un genere, lui vedeva strumenti per costruire qualcosa di nuovo. Negli anni settanta, mentre viveva a Londra, incrociò musicisti che stavano reinventando blues e rock. Suonò con Lemmy Kilmister dei Motörhead e con Peter Green dei Fleetwood Mac, due figure che capivano che la chitarra non serviva solo per assoli eleganti, ma per ruggire. Più tardi, nel 1989, formò The Widowmakers negli Stati Uniti e registrò un disco che, sebbene non avesse grande diffusione, rese chiaro che il suo suono non conosceva confini. Ma se c’è un momento che riassume la sua capacità di connettersi con le leggende, fu nel 1993, quando salì sul palco dello Stadio Obras Sanitarias insieme a B.B. King. Il vecchio bluesman non solo lo lasciò suonare, ma lo chiamò “The Cheeseman” dopo aver ricevuto un regalo di formaggio e vino argentino, e lo citò tra i migliori chitarristi che avesse mai sentito. Quello stesso anno, registrò un album dal vivo con Deacon Jones a Los Angeles, dimostrando che la sua musica rimaneva viva anche lontano da casa. E per chiudere in bellezza, nel 1999 aprì il concerto dei Guns N’ Roses allo Stadio River Plate, come se il rock pesante argentino avesse già trovato il suo posto sulla mappa globale.

Dati

Nascita
1 gen 1970
Paese
🇦🇷 Argentina
Genere
Blues rock

Membri

chitarra, voce, fondatore · 1970–1980
Pappo
chitarra, voce, fondatore · 1991–2000
Pappo
batteria · 1992–1997
Black Amaya
basso · 1974–1978
Alejandro Medina
basso · 1994–1998
Machy Madco-Lococo
basso · 1995–1999
Yulie Ruth
batteria · 1970–1973
Black Amaya
membranophone · 1972–1973
Héctor “Pomo” Lorenzo
basso · 1972–1973
Machi Rufino
basso · 1974–1975
Eduardo "Fanta" Beaudoux
membranophone · 1974–1975
Eduardo Garbagnatti
basso · 1971–1971
David Lebón
basso · 1972–1972
Carlos María Pignatta
chitarra · 1973–1973
David Lebón
membranophone · 1978–1978
Dario Fernández
membranophone · 1999–1999
Gustavo "Bolsa" González

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