Per questo album, Charly convocò musicisti di peso. Si unirono Luis Alberto Spinetta e Pedro Aznar, che era già compagno di Charly nei Serú Girán. Apparve anche Nito Mestre, con cui Charly aveva formato il ricordato duo Sui Generis. Curiosamente, partecipò anche León Gieco, sebbene accreditato con il nome di "Ricardo Gómez" per questioni di contratti discografici. L'uscita di Yendo de la cama al living avvenne insieme a Pubis angelical, e la presentazione fu un evento di grande impatto: un concerto per 25.000 persone allo stadio Ferrocarril Oeste. La messa in scena fu memorabile, con Charly che arrivò in una Cadillac rosa e una chiusura apoteotica in cui una città di scena fu distrutta al termine di "No bombardeen Buenos Aires", con la partecipazione di ospiti come Mercedes Sosa.
L'impatto di Yendo de la cama al living fu immediato, raggiungendo il primo posto nelle classifiche dell'Argentina e di altri paesi dell'America Latina. La riedizione del 1991 da parte di EMI Odeón, insieme a Pubis angelical, mantenne vivo questo materiale. La rivista Rolling Stone lo riconobbe includendolo al 26° posto nella sua lista dei migliori dischi del rock argentino. Anche l'estetica visiva dell'album fu curata, con la fotografia di copertina a cura di José Luis Perotta e il design grafico di Claudio Clota Ponieman. Tra le canzoni che definiscono questo lavoro, spiccano "Superhéroes", con la sua energia caratteristica, e "No bombardeen Buenos Aires", che risuonò fortemente nel contesto sociale e politico dell'epoca.