Il risultato fu un album che conteneva diverse delle canzoni più conosciute dei Bon Jovi. Brani come You Give Love a Bad Name, Livin' on a Prayer e Wanted Dead or Alive divennero successi istantanei, facendo sì che Slippery When Wet fosse il primo album glam metal a piazzare tre canzoni nella Top 10 della Billboard Hot 100. La band intraprese il Slippery When Wet Tour, che si estese da luglio 1986 a ottobre 1987, per promuovere il disco. L'album ebbe un immediato successo commerciale, dominando le classifiche di vendita negli Stati Uniti per otto settimane e venendo nominato l'album più venduto del 1987 da Billboard. Ad oggi, è l'album di maggior successo dei Bon Jovi, con una certificazione di 18x Platino negli Stati Uniti.
La scrittura di molte delle canzoni fu opera di Jon Bon Jovi e Richie Sambora. Tuttavia, You Give Love a Bad Name, Livin' on a Prayer, Without Love e I'd Die For You furono co-scritte con Desmond Child, segnando la prima volta che quest'ultimo collaborava con la band. Child si recò nel New Jersey e lavorò con loro nel seminterrato della madre di Sambora. Curiosamente, Jon Bon Jovi inizialmente era riluttante a includere Livin' on a Prayer, ma Sambora lo convinse del suo potenziale come successo. Una canzone che rimase fuori dal taglio finale, ma che molti considerano si adattasse perfettamente, fu Edge of a Broken Heart. Sebbene non l'abbiano mai suonata dal vivo, fu inclusa nella colonna sonora del film Disorderlies del 1987 ed è apparsa in varie riedizioni e raccolte del gruppo. L'album, con il suo mix di influenze che andavano dal rock classico allo swagger di Rod Stewart, dimostrò l'abilità dei Bon Jovi nel fondere stili diversi, consolidandosi come una pietra miliare nella musica rock.