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La máquina de hacer pájaros 1976
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La máquina de hacer pájaros

Quando Charly García si separò da Sui Generis, cercò un percorso sonoro diverso, allontanandosi dai temi giovanili per esplorare composizioni più complesse e testi più elaborati. Nacque così La Máquina de Hacer Pájaros, il primo disco dell'omonima band, che vide la luce nel 1976 sotto l'etichetta Talent Microfón. Questo lavoro fu concepito con un budget considerevole, diventando uno degli album più costosi del rock argentino fino a quel momento. Anche l'identità visiva del disco fu curata, con il design della copertina affidato a Juan Oreste Gatti e un fumetto creato dal disegnatore Crist che presentava la band come "un uccello progressivo".

Anno
1976
Canzoni
7
Durata
37 min 41 seg
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Sull'album

La máquina de hacer pájaros, secondo DoReSol

Il suono di La Máquina de Hacer Pájaros si orienta fortemente verso il rock progressivo, sebbene si possano trovare pennellate di folk, come in "Por probar el vino y el agua salada". La presenza di due tastieristi nella formazione, unita alla voce particolare di Charly García, contribuisce a questa inclinazione per il genere. La qualità sonora dell'album è rafforzata dalla presenza di musicisti di alto calibro, tra cui il batterista Oscar Moro, che aveva già dimostrato la sua abilità, e Gustavo Bazterrica, tra gli altri. Questo livello di esecuzione pose la band al pari di riferimenti internazionali del rock progressivo come Génesis e Yes. Va notato che il tastierista Cutaia si unì al progetto una volta che le registrazioni erano in corso, partecipando a brani come "No puedo verme más", "Boletos, pases y abonos" e "Ah, te vi entre las luces".

La presentazione di La Máquina de Hacer Pájaros ebbe luogo tra il 17 e il 21 novembre 1976 presso il Teatro Astral. Questa uscita avvenne in un anno prolifico per la musica argentina, condividendo spazio con dischi di band come Alas, Espíritu, Invisible, El Reloj, MIA, Polifemo e Crucis. La totalità delle composizioni dell'album porta la firma di Charly García.

Discografia

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