Lo spirito dell'album si percepisce in brani come la canzone che gli dà il titolo, Innuendo, nata da una sessione improvvisata in Svizzera. Freddie Mercury, ascoltando la base ritmica, si ispirò per creare la melodia e le prime linee liriche, che Roger Taylor in seguito rifinì, dedicandole in parte come omaggio ai Led Zeppelin e al loro brano Kashmir. L'interludio flamenco, con la partecipazione del chitarrista degli Yes, Steve Howe, aggiunge una sorprendente tessitura. Un altro brano di spicco è Headlong, che, insieme a Innuendo, mostra l'energia più cruda del disco. Canzoni come These Are the Days of Our Lives e The Show Must Go On, d'altra parte, riflettono una palpabile malinconia, affrontando l'imminenza della fine di un'era. La copertina dell'album, disegnata dai Queen e Richard Gray, si ispira alle illustrazioni dell'artista francese del XIX secolo, Jean-Jacques Grandville, apportando un'estetica visiva che dialoga con la complessità sonora del disco.
Questo lavoro fu riconosciuto in un sondaggio della BBC nel 2006 come il 94° album della storia. La decisione di non intraprendere tour dopo l'uscita del loro precedente disco, The Miracle nel 1989, fu un modo per rompere con la routine, permettendo a Mercury di concentrarsi sulla creazione musicale fin dove la sua salute glielo consentisse. La sua determinazione a continuare a lavorare, anche di fronte alle difficoltà e all'attenzione mediatica, è una testimonianza della sua passione per la musica.