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Innuendo 1991
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Innuendo

Quando ti immergi in Innuendo dei Queen, ti imbatti in un suono che evoca la potenza e la grandiosità dei loro lavori di metà anni settanta, ma con un ulteriore strato di profondità. Questo album, pubblicato nel febbraio 1991, fu l'ultimo ad essere registrato durante la vita di Freddie Mercury. La produzione, curata da David Richards e dalla band stessa, fu concepita tra marzo 1989 e novembre 1990, un periodo segnato dalla salute di Mercury, che manteneva segreta la sua diagnosi di AIDS. Nonostante le voci e il suo evidente deterioramento fisico, la band si rifugiò nei Mountain Studios di Montreux, cercando un ambiente più tranquillo per concentrarsi sulla musica. Fu lì che decisero che tutto il lavoro sarebbe stato accreditato ai Queen come collettivo, una mossa che, secondo Brian May, ebbe un grande impatto sul processo creativo. Il disco scalò rapidamente le classifiche, raggiungendo il primo posto nel Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Germania e Svizzera, e segnò il loro primo disco d'oro negli Stati Uniti da The Works nel 1984.

Anno
1991
Canzoni
12
Durata
53 min 49 seg
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12 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

Innuendo, secondo DoReSol

Lo spirito dell'album si percepisce in brani come la canzone che gli dà il titolo, Innuendo, nata da una sessione improvvisata in Svizzera. Freddie Mercury, ascoltando la base ritmica, si ispirò per creare la melodia e le prime linee liriche, che Roger Taylor in seguito rifinì, dedicandole in parte come omaggio ai Led Zeppelin e al loro brano Kashmir. L'interludio flamenco, con la partecipazione del chitarrista degli Yes, Steve Howe, aggiunge una sorprendente tessitura. Un altro brano di spicco è Headlong, che, insieme a Innuendo, mostra l'energia più cruda del disco. Canzoni come These Are the Days of Our Lives e The Show Must Go On, d'altra parte, riflettono una palpabile malinconia, affrontando l'imminenza della fine di un'era. La copertina dell'album, disegnata dai Queen e Richard Gray, si ispira alle illustrazioni dell'artista francese del XIX secolo, Jean-Jacques Grandville, apportando un'estetica visiva che dialoga con la complessità sonora del disco.

Questo lavoro fu riconosciuto in un sondaggio della BBC nel 2006 come il 94° album della storia. La decisione di non intraprendere tour dopo l'uscita del loro precedente disco, The Miracle nel 1989, fu un modo per rompere con la routine, permettendo a Mercury di concentrarsi sulla creazione musicale fin dove la sua salute glielo consentisse. La sua determinazione a continuare a lavorare, anche di fronte alle difficoltà e all'attenzione mediatica, è una testimonianza della sua passione per la musica.

Discografia

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