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Artaud 1973
Album · di Pescado Rabioso ↗ Vai all'artista

Artaud

Quando Luis Alberto Spinetta si preparò a registrare quello che sarebbe diventato il terzo e ultimo disco sotto il nome di Pescado Rabioso, la band non esisteva più. Ciononostante, decise di proseguire con le idee che stava elaborando, dando forma a un lavoro che sarebbe diventato una pietra miliare. Quest'album, intitolato Artaud, porta il nome del poeta francese ed è concepito come un riflesso della profonda impressione che i suoi scritti suscitarono in Spinetta. La presentazione originale del disco attirò l'attenzione per la sua forma non convenzionale, cosa che l'etichetta discografica inizialmente non vide di buon occhio. Spinetta, inoltre, tenne due intime esibizioni al Teatro Astral, in Avenida Corrientes, dove condivise la sua visione del rock argentino attraverso un manifesto intitolato "Rock: Musica dura, suicidata dalla società".

Anno
1973
Canzoni
9
Durata
36 min 39 seg
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Sull'album

Artaud, secondo DoReSol

Il contesto in cui nasce Artaud è complesso, segnato da un periodo di alta tensione politica in Sud America, con il consolidamento di dittature militari e la violazione dei diritti umani. In Argentina, questo momento coincise con un cambio di governo democratico che, tuttavia, si trovò coinvolto in scontri che avrebbero portato a un prolungato regime militare. Parallelamente, nella vita personale di Spinetta, questo periodo significò l'inizio di una relazione stabile con Patricia Salazar, una connessione che portò "molto amore" che si sarebbe riflesso nei testi, come nel caso di "Por", co-scritta con lei. L'opera completa di Artaud, il poeta, con il suo carico di sofferenza ed emozioni intense, risuonò in Spinetta, che trovava nel surrealismo e nella crudezza del rock un'eco di quell'alienazione e nichilismo, ma che al contempo contrastava con la sua visione del rock e della vita, espressa nel suo manifesto.

Questo disco, che molti considerano un capolavoro della musica latinoamericana e il miglior album della storia del rock argentino, fu registrato negli Studi ION. La strumentazione vide Luis Alberto Spinetta alle chitarre, pianoforte, maracas e voce. A lui si unirono Carlos Gustavo Spinetta alla batteria per brani come "Cementerio club" e "Bajan", e Emilio Del Guercio al basso e cori. Partecipò anche Rodolfo García alla batteria e cori, che aveva già condiviso progetti con Spinetta in Almendra. La produzione fu curata da Jorge Alvarez, con Pedro Pujo come coordinatore. L'album fu pubblicato nell'ottobre 1973 da Talent-Microfón.