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La storia dietro
La Sed Verdadera, secondo DoReSol
In La Sed Verdadera, troviamo un brano che si discosta dal convenzionale. Non è solo una canzone, è un dialogo intimo. La musica, a cura di Luis Alberto Spinetta, si costruisce su una base acustica arricchita da chitarre elettriche e un fondale sonoro, una trama di rumori registrati che le conferiscono una dimensione particolare. La produzione, curata da Juan Carlos Robles Robertone, crea un'atmosfera che invita alla riflessione. Il testo, scritto dallo stesso Spinetta, si presenta come una conversazione personale, uno scambio diretto con ogni ascoltatore. Questo approccio mette in luce una delle costanti inquietudini del musicista: il desiderio di eludere l'idolatria, cercando una connessione più genuina.
Questo brano fa parte di Artaud, il terzo e ultimo disco dei Pescado Rabioso, pubblicato nell'ottobre 1973. Sebbene il gruppo si fosse sciolto all'inizio di quell'anno, Spinetta decise di utilizzare il nome per questo lavoro, che segna il suo primo album da solista. Il titolo dell'album, e di conseguenza l'ispirazione del suo contenuto, proviene dal poeta francese Antonin Artaud. Il design della copertina originale di Artaud è notevole per la sua forma irregolare, cosa che l'etichetta discografica inizialmente esitò ad accettare. Spinetta presentò questo materiale in due matinée al Teatro Astral, in Avenida Corrientes, accompagnato solo dalla sua chitarra. In ognuna di queste presentazioni, il pubblico riceveva una copia del manifesto "Música dura, la suicidada por la sociedad", parte della proposta di Spinetta Rock.
Dall'album
Artaud
Pescado Rabioso · 1973 · Track 5
Dati
Crediti
Musica Luis Alberto Spinetta