La storia dietro
La canzone Willie and the Hand Jive, nella versione di Eric Clapton, presenta un'interpretazione che si discosta dal ritmo originale per immergersi in un'atmosfera più rilassata. Il tempo viene ridotto, creando una sensazione di "lenta combustione" che, secondo alcuni critici, giova al brano. Questa adattamento fu pubblicato nel 1974, come parte dell'album 461 Ocean Boulevard. Il suono di questa registrazione è descritto come potente, mantenendo echi del suo precedente successo, I Shot the Sheriff, e si è distinto per una voce sicura e matura, con inflessioni che trasmettevano convinzione.
Il brano originale, scritto da Johnny Otis, nacque nel 1958 ed era caratterizzato da un ritmo contagioso, simile a quello di Bo Diddley, con la percussione di Earl Palmer. L'ispirazione per il testo nacque dai canti di una catena di lavoratori che Otis ascoltò, unita alle sue esperienze musicali giovanili. La storia ruota attorno a un personaggio, Willie, che acquisisce notorietà per una danza delle mani. Curiosamente, nonostante i riferimenti alla danza e alle esibizioni dal vivo, la canzone fu oggetto di interpretazioni che la associavano alla masturbazione, cosa che Otis ha sempre negato. L'idea della danza delle mani nacque in parte dalle restrizioni in Inghilterra, dove i giovani non potevano ballare in piedi ai concerti e optavano per movimenti con le mani dai propri posti. L'etichetta discografica di Otis, Capitol Records, distribuì persino istruzioni grafiche per imparare la danza. La versione di Clapton, con il suo ritmo più tranquillo, divenne un singolo che raggiunse le classifiche di popolarità, piazzandosi al 26° posto nella Billboard Hot 100.