La storia dietro
Quando When My First Wife Left Me inizia, il basso e la batteria si incastrano in un ritmo che sembra trascinarsi come la polvere di una strada rurale. Non ci sono fronzoli qui: solo la voce rauca di R.L. Burnside che racconta una storia che sa di sudore e di decisioni prese sotto il sole del Mississippi. La chitarra, minima ma precisa, segna il tempo come un martello sull’incudine, mentre l’armonica si insinua tra frasi brevi, quasi come un sospiro che non diventa mai lamento. È il tipo di canzone che non chiede attenzione, ma una volta che ti cattura, non ti molla più.
La registrò in una sola take, con l’attrezzatura che riuscì a racimolare nello studio casalingo di un amico. Non ci furono rifacimenti né seconde possibilità: ciò che ascolti è ciò che uscì dalla sala in quel momento, con la distorsione naturale del vecchio amplificatore e l’eco delle pareti non trattate. Dura tre minuti e quarantotto secondi, ma in quel tempo ci stanno più verità di quante non ce ne siano in molte liriche levigate di altri dischi. Burnside non cercava di suonare perfetto; voleva che ogni nota sembrasse appena uscita dalla terra sotto i suoi piedi.