La storia dietro
We’ve Got a Groovey Thing Goin’, secondo DoReSol
Questa canzone breve ma intensa è un lampo di energia che irrompe in Sounds of Silence, il secondo album di Simon & Garfunkel.
Con una durata inferiore ai due minuti, We’ve Got a Groovey Thing Goin’ non cerca di essere una ballata epica né un inno, ma piuttosto un colpo sonoro che rompe con quanto stavano facendo. Non è un brano che si trascina: parte diretto, con un ritmo che si attacca alla pelle e una melodia che sembra fatta per essere fischiettata senza pensare. Ecco la sua magia: in quell’istante in cui la chitarra elettrica e il basso si intrecciano in un groove che non chiede permesso, semplicemente è.
La storia dietro questa traccia è tanto curiosa quanto il brano stesso. Nel giugno del 1965, Tom Wilson, produttore della Columbia Records, decise di aggiungere chitarre elettriche, basso e batteria sulla versione acustica originale —senza avvisare Paul Simon né Art Garfunkel. Il risultato fu una trasformazione radicale: ciò che era stato un brano folk in Wednesday Morning, 3 A.M. divenne qualcosa di completamente diverso, più vicino al rock che al folk. Quell’imprevista modifica finì per essere quella che aprì le porte al successo di massa per il duo, anche se loro non sapevano nemmeno cosa stesse accadendo fino a quando il singolo uscì a settembre di quello stesso anno. We’ve Got a Groovey Thing Goin’ è, in fondo, il suono di un incidente che finì per definire una carriera.
Dall'album
Sounds of Silence
Simon & Garfunkel · 1966 · Track 10
Dati
Crediti
Testo Paul Simon
Musica Paul Simon