La storia dietro
Leaves That Are Green, secondo DoReSol
Questa canzone inizia con un arpeggio di harpsichord che suona come un sospiro d'autunno. Non è un brano epico né un inno, ma qualcosa di più intimo: una ballata folk-pop che sfrutta il mutare delle stagioni per parlare di ciò che si perde senza che ce ne accorgiamo. Il testo procede con immagini semplici — foglie che diventano marroni, un amore che svanisce nella notte — ma il dettaglio sta nel modo in cui la musica accompagna quel sentimento. Il ritmo non è solenne; ha un polso vivo, con percussioni che gli danno un’aria giocosa, quasi come se il tempo stesso stesse giocando a nascondino tra gli accordi.
La prima versione uscì in The Paul Simon Songbook (1965), solo con chitarra e voce, ma quando Simon & Garfunkel la registrarono per Sounds of Silence l’anno successivo, aggiunsero il harpsichord, il basso e la chitarra elettrica. Non cercavano di suonare più grandiosi, ma di dare alla canzone una svolta inaspettata: quel clavicembalo barocco le conferì una lucentezza malinconica che contrasta con il testo. Cash Box la descrisse come una ballata "melodica sull’invecchiamento costante", e non avevano torto. Fino a Billy Bragg utilizzò un verso di questa canzone nel suo brano A New England, come se l’eco di quelle foglie che cadono avesse attraversato decenni senza perdere forza.
Dall'album
Sounds of Silence
Simon & Garfunkel · 1966 · Track 2
Dati
Crediti
Testo Paul Simon
Musica Paul Simon