Inizio · Canzoni · Carlos Gardel · Volver

Los exitos de sus películas

di Carlos Gardel · Album Los exitos de sus películas

Volver

Tonalità C#m Tempo 61 bpm Metro 4/4 Durata 2:47
Capotasto 0
Tonalità C#m
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Volver, secondo DoReSol

La prima volta che ascolti Volver, il tango che Carlos Gardel registrò nel 1934, rimani catturato da quell’aria di nostalgia che non suona come un lamento, ma come un abbraccio che si prolunga. Non è solo la voce di Gardel — roca, calda, come se ogni parola fosse stata vissuta prima — ma quella melodia che si avvolge nel bandoneón e non molla fino alla fine. Il testo, scritto da Alfredo Le Pera, non racconta una storia lineare: parla di tornare in un luogo, da una persona, a un tempo che non esiste più, ma che rimane vivo nella memoria. L’effetto è immediato: l’ascoltatore sente che quella canzone è stata scritta da qualcuno che aveva già sofferto troppo la mancanza.

Lo registrarono in un’epoca in cui il tango non era solo musica, ma un linguaggio universale per parlare di disamore e distanza. Gardel, che compose anche la musica, gli diede quel ritmo che oscilla tra il drammatico e l’intimo, come se ogni accordo sapesse esattamente quando stringere e quando allentare. Durò quasi tre minuti nella versione più nota, ma in fondo non ne ha bisogno: l’amo è nel modo in cui il testo e la melodia si reggono senza fretta, come un addio che non finisce mai di essere pronunciato. Più di ottant’anni dopo, continua a essere quel tipo di canzone che si fischietta in un bar vuoto alle tre del mattino o si fischia camminando sotto la pioggia, perché Volver non è solo un brano: è un rituale.

Dall'album

Los exitos de sus películas

Los exitos de sus películas

Carlos Gardel · Track 14

Dati

TonalitàC#m
Metro4/4
Tempo61 BPM
Durata2:47
CompositoreCarlos Gardel
AlbumLos exitos de sus películas

Crediti

Musica Carlos Gardel

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