Inizio · Canzoni · Carlos Gardel · El día que me quieras
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Dall'album
Los exitos de sus películas
Carlos Gardel · Track 1
Dati
La storia dietro
La prima volta che ascolti El día que me quieras dal vivo, il silenzio che segue l'ultimo accordo sembra un sospiro. Non è solo la melodia a catturare, ma quella miscela di tenerezza e drammaticità che Gardel infondeva in ogni parola. Il testo, ispirato a una poesia di Amado Nervo, non parla d'amore come qualcosa di astratto: lo dipinge con immagini concrete, come il mormorio di un sospiro o il colore che una rosa assume quando viene baciata dal sole. C'è un recitativo che divide la canzone in due metà, come se il tempo stesso si fermasse per ascoltare. E quella ripetizione del ritornello, con il suo ritmo di valzer che accelera nel "¡que eres mi consuelo!", le conferisce una svolta inaspettata: non è solo una dichiarazione, ma una promessa resa tangibile.
La registrarono a New York nel marzo del 1935, su un disco a 78 giri che la RCA Victor pubblicò come colonna sonora del film omonimo. Il lato B conteneva Volvió una noche, un'altra composizione di Gardel con testo di Alfredo Le Pera, che firmò anche i versi di questo brano. Curiosamente, la canzone passò nel pubblico dominio nel 1965, ma il suo lascito non svanì: nel 1994, Luis Miguel la riprese per il suo album Segundo romance, portandola al numero 1 della classifica Billboard Hot Latin Tracks per cinque settimane. Il videoclip, girato al Palacio de Bellas Artes in Messico, dimostrò che il tango poteva suonare con la stessa forza accompagnato da un'orchestra di 36 musicisti. E sebbene Gardel e Le Pera morirono nello stesso anno in un incidente a Medellín, la loro opera rimase viva, come se il tempo non potesse cancellare ciò che una volta era stato scritto con tanta cura.