La storia dietro
Nel 1982 Elis Regina incise un brano che fonde tre classici di Tom Jobim: “Wave”, “Fotografia” e “Outra vez”. La versione dura cinque minuti e si presenta come un unico flusso di emozioni, in cui la voce di Elis scorre tra melodie che si intrecciano con naturalezza. Non è un medley qualsiasi: l’arrangiamento trasuda l’intensità di chi lo canta, con cambi di tempo che accompagnano ogni svolta del testo. Il risultato è quella sensazione che la canzone respiri insieme a te, come se ogni nota fosse pensata per far sentire all’ascoltatore il peso di ogni parola.
Dietro quella registrazione c’è un’artista che, negli ultimi anni della sua carriera, ha portato la MPB in angoli dove prima non arrivava. Elis Regina non si limitava a interpretare canzoni: le trasformava in storie e, in questo caso, i tre brani di Jobim diventano un unico racconto. La registrazione è stata realizzata in Brasile, in un momento in cui la sua voce era già riconosciuta come una delle più potenti del Paese. Cinque minuti che riassumono il motivo per cui, a distanza di decenni, continua a essere impossibile ascoltare questo brano senza fermarsi ad ascoltarlo.