La storia dietro
Toma la ruta, secondo DoReSol
Soda Stereo non sempre ha seguito lo stesso percorso. Nel 1992, quando il rock argentino aveva già conquistato le folle con *Canción Animal*, decisero di virare verso un territorio più oscuro ed sperimentale. *Toma la ruta* è una delle tappe più affascinanti di quel viaggio: un brano che sembra una strada notturna, con un riff che si intreccia come il fumo di un’auto in movimento e un testo che sembra scritto tra insegne al neon e stazioni di servizio abbandonate. La canzone non vuole essere un inno—è più che altro un sussurro orecchiabile—, ma proprio questa ambiguità la rende indimenticabile senza preavviso.
Lo registrarono presso lo Estudio Supersónico di Buenos Aires, tra le mura che avevano già visto nascere altri esperimenti del gruppo. Non era un disco pensato per essere di massa: Dynamo arrivò sugli scaffali in cassetta il 26 ottobre 1992, con il supporto della Sony Music Latin, ma le vendite iniziali non rispecchiarono il clamore che avrebbe generato in seguito. All’epoca, la ricezione fu tiepida, come se il pubblico non fosse ancora pronto per quel salto nel buio. Con il tempo, però, l’album accumulò un doppio disco di platino nelle pre-vendite e divenne un oggetto di culto per chi cercava qualcosa di più dei riff memorabili. La durata esatta di *Toma la ruta* è di 4 minuti e 31 secondi, ma il tempo sembra fermarsi su ogni nota, come se il viaggio che propone non avesse mai fine.
Dall'album
Dynamo
Soda Stereo · 1992 · Track 2
Dati
Crediti
Musica Zeta Bosio, Daniel Melero, Gustavo Cerati