La storia dietro
En remolinos, secondo DoReSol
Soda Stereo ha costruito «En remolinos» come un ponte tra due mondi: da un lato, la calma di un verso che promette di fiorire, dall'altro il rumore che lo sostiene. Il brano si apre con strati di sintetizzatori che si intrecciano in un'atmosfera densa, quasi come se l'aria stessa stesse girando. Quando entra la chitarra di Gustavo Cerati, il pezzo ha già una texture diversa da tutto ciò che il gruppo aveva registrato prima: non conta solo la melodia, ma il modo in cui quel riff si ripete alla fine, appena prima che la canzone scivoli verso «Primavera 0». C'è qualcosa in quella transizione —un passaggio brusco tra il lirico e l'instrumentale— che fa sentire l'ascoltatore come se stesse udendo un sogno che si rifiuta di svegliarsi.
L'album in cui è rimasto intrappolato, Dynamo, è stato registrato presso lo Estudio Supersónico di Buenos Aires nel 1992, in un anno che Cerati descrisse come intenso e ricco di cambiamenti personali. Il testo, che parla di trovare la perfezione in mezzo alla tempesta, riflette questo stato: non c'è qui l'urgenza di Canción Animal, né la sintesi pop dei loro primi dischi, ma un'esplorazione in cui noise e shoegazing si mescolano con una chiarezza inaspettata. Il brano dura 4:38 e, a differenza di altri pezzi dell'album, viene spesso eseguito dal vivo insieme a «Primavera 0», tranne durante tournée come Comfort o Música para volar. In realtà, l'unica versione ufficiale dal vivo registrata è quella del Gira Me Verás Volver, anche se esistono registrazioni non ufficiali di esibizioni al Poliedro de Caracas o al Teatro Gran Rex, dove il brano è stato persino adattato per lo spettacolo Séptimo Día - No Descansaré del Cirque du Soleil.
Dall'album
Dynamo
Soda Stereo · 1992 · Track 3
Dati
Crediti
Musica Gustavo Cerati