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The Final Countdown

di Europe · Album The Final Countdown

The Final Countdown

Tonalità F#m Tempo 118 bpm Metro 4/4
Capotasto 0
Tonalità F#m
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

The Final Countdown, secondo DoReSol

La prima volta che ascolti The Final Countdown, il riff iniziale di sintetizzatore ti colpisce come un colpo nel vuoto. Non è un assolo di chitarra né un rullo di tamburi ad aprire la canzone, ma quel suono elettronico che sembra provenire da un'altra galassia, come se qualcuno avesse collegato una tastiera a un razzo. Joey Tempest lo compose tra il 1981 e il 1982 su un Korg Polysix preso in prestito, e anni dopo, quando il bassista John Levén gli suggerì di trasformarlo in una canzone, il risultato fu quell'inno che non ha bisogno di introduzione: parte a tutto volume e non si ferma finché l'ultimo accordo non svanisce. Il testo, ispirato a Space Oddity di David Bowie, parla di addii e viaggi, ma sul palco suona come un countdown verso qualcosa di più grande di una canzone. Oggi, quel riff iniziale viene ancora usato negli stadi per infiammare le folle, come se ogni volta che lo suonano, il pubblico sentisse di essere sul punto di decollare.

La registrazione di The Final Countdown fu un puzzle logistico: la band passò per quattro studi in due continenti tra settembre 1985 e marzo 1986. A Powerplay (Zurigo), Soundtrade (Stoccolma), Mastersound (Atlanta) e Fantasy (Berkeley), il produttore Kevin Elson —che aveva già lavorato con Journey e Lynyrd Skynyrd— mescolò il suono degli Europe con strati di sintetizzatori Yamaha DX7, Roland Juno 60 e PPG Wave, donando alla canzone quel bagliore futuristico che la fece sembrare una colonna sonora di fantascienza. Quando la Epic Records propose di lanciare The Final Countdown come singolo principale, la band esitò: alcuni preferivano Rock the Night, ma il riff di Tempest finì per imporsi. Il risultato fu un successo inaspettato: numero 8 nella Billboard Hot 100, numero 1 in 25 paesi e certificato disco d'oro nel Regno Unito nel 1986. Anche il wrestler Bryan Danielson lo usò come musica d'entrata nel Ring of Honor, e nel 1999, un remix chiamato The Final Countdown 2000 —prodotto da Brian Rawling— suscitò scalpore per un errore di stampa che omise una lettera nel titolo. Più di tre decenni dopo, rimane la canzone che definisce la band.

Dall'album

The Final Countdown

The Final Countdown

Europe

Dati

TonalitàF#m
Metro4/4
Tempo118 BPM
CompositoreJoey Tempest
AlbumThe Final Countdown

Crediti

Testo Joey Tempest

Musica Joey Tempest

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