Inizio · Canzoni · Sabrina Carpenter · Tears
Accordi in preparazione
Non abbiamo ancora analizzato l'audio di questa canzone. Quando sarà pronto, vedrai il player di accordi sincronizzato con il video.
Dall'album
Man’s Best Friend
Sabrina Carpenter · 2025 · Track 2
Dati
La storia dietro
Ciò che più colpisce in Tears è come Sabrina Carpenter porti il disco-pop in un territorio dove il sensuale e l'ironico si mescolano senza pudore. Non è solo un altro brano estivo: nel ritornello, il testo gioca con doppi sensi che vanno dal romantico all'esplicito, sempre con un ritmo che ti trascina come un loop di batteria elettronica. Il dettaglio che la rende diversa è quel contrasto tra la produzione levigata —con sintetizzatori che ricordano gli anni '70— e la crudezza delle immagini che evoca, come se il suono e il video (con quell'aria di country noir e tocchi di horror vintage) fossero due facce della stessa medaglia. Con appena due minuti e quaranta secondi, funziona come un colpo secco: non c'è tempo perché l'effetto si dissolva.
Il brano è arrivato nell'agosto 2025 come secondo singolo di Man's Best Friend, subito dopo il lancio di Manchild a giugno. Sabrina e John Ryan —il suo collaboratore abituale— l'hanno scritto e prodotto insieme, con l'aiuto di Amy Allen. Curioso è il modo in cui l'hanno promosso: prima con indizi sui social, usando i fan come megafono, e poi con teaser che promettevano "cinema puro". Il video, girato in due giorni a Los Angeles e diretto da Bardia Zeinali, ha tre finali alternativi che sono stati caricati su Instagram come un gioco interattivo. Addirittura Colman Domingo compare in un cameo drag ispirato a The Rocky Horror Picture Show, cosa tutt'altro che casuale: l'estetica del clip gioca con il retrò e il sinistro, come se il disco fosse un vinile trovato in un mercatino degli anni '70. Nel Regno Unito ha debuttato al terzo posto della UK Singles Chart, e negli Stati Uniti è entrato direttamente nella top 10 della Billboard Hot 100, dove già contava il suo quinto successo in quella zona. I critici sono stati divisi: alcuni hanno elogiato l'audacia dei testi e della produzione, altri l'hanno vista troppo debitrice dell'era disco classica. Ma tutti hanno concordato su una cosa: il gancio non si dimentica.