Inizio · Canzoni · Sabrina Carpenter · My Man on Willpower

Man’s Best Friend

di Sabrina Carpenter · Album Man’s Best Friend

My Man on Willpower

Durata 3:18

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Dall'album

Man’s Best Friend

Man’s Best Friend

Sabrina Carpenter · 2025 · Track 3

Dati

Duración3:17
ÁlbumMan’s Best Friend
Año2025
ISRCUSUM72504356

La storia dietro

Se c'è una canzone che riesce in ciò che poche fanno: suonare al tempo stesso come un inno da ballare e come una battuta intima, quella è My Man on Willpower. Inizia con un colpo di sintetizzatori che ricordano il lato più oscuro dei Depeche Mode, ma invece di sprofondare nella malinconia, il brano accelera con battiti di mani marcati e una svolta inaspettata: una chitarra pedal steel che si insinua tra i beat come un omaggio country in mezzo a un Eurodisco. Il testo, raccontato con un tono tra il sarcastico e il frustrato, parla di qualcuno che si è ossessionato così tanto con la propria crescita personale da dimenticare perché aveva iniziato una relazione. Non è una critica, ma un'osservazione con un gancio: la tensione tra il comico e il reale è in ogni sillaba, come se la canzone respirasse al ritmo di quegli "spazi scomodi" citati da Jon Caramanica sul The New York Times.

L'hanno registrata nello studio di Jack Antonoff, dove il suono è stato costruito con strati che mescolano l'organico —come quella pedal steel— con il sintetico, in un equilibrio che ricorda gli ABBA ma con la disinvoltura di un'artista che non teme di ridere dei propri testi. Il brano è trapelato a luglio 2025, quando un utente su X annunciò il terzo brano dell'album Man's Best Friend con una emoticon di cuore e un "mecachis", e Sabrina non ha tardato a confermarlo con un semplice "Track #3 omg". Ma il momento in cui ha davvero preso vita è stato dal vivo: prima a novembre 2025, durante uno spettacolo a sorpresa alla Scotiabank Arena, e poi ad aprile 2026, quando l'ha eseguita su un tapis roulant sul palco del Coachella. Durata esatta: 3:17, anche se nell'album prodotto da Antonoff e John Ryan suona un secondo in più. Non è un caso che Jason Lipshutz di Billboard l'abbia inserita tra i migliori del disco: qui l'ironia non soffoca l'emozione, ma la rende più umana.