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Dall'album
La era de la boludez
Divididos · 1993 · Track 13
Dati
La storia dietro
In Tajo C il basso di Diego Arnedo ruba la scena con un groove che non molla. Non è un riff che si ripete in modo prevedibile, ma una linea che si snoda tra il melodico e il ritmico, come se il basso stesse raccontando qualcosa di più delle semplici note. La batteria di Federico Gil Solá non è da meno: segna un impulso solido ma con dettagli che gli danno respiro, evitando che il brano risulti chiuso. È quel contrasto tra l’organico e il calcolato a renderlo così vivo, come se la canzone respirasse in tempo reale.
Registrato nel 1993 per La era de la boludez, questo brano riflette il momento in cui Divididos consolidò il proprio sound. La produzione fu curata da Aníbal Kerpel e Gustavo Santaolalla, due figure chiave del rock argentino dell’epoca, ma qui l’approccio fu diverso: meno levigato e più grezzo, come se volessero catturare l’essenza della band nel suo stato più naturale. Il missaggio, firmato da Danny Alonso e Tony Peluso, rafforza questa sensazione di immediatezza, senza riempitivi superflui. Con soli due minuti e quarantasette secondi, Tajo C è un colpo secco che lascia il segno senza bisogno di allungarsi.