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La era de la boludez 1993
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La era de la boludez

Quando i Divididos pubblicarono La era de la boludez nel settembre 1993, la band aveva già un percorso alle spalle. Questo terzo disco in studio, registrato con Ricardo Mollo alla chitarra e voce, Diego Arnedo al basso e Federico Gil Solá alla batteria, divenne un punto di svolta. Il suono che forgiarono qui è compatto e proprio, un mix che attinge da diverse fonti: il folklore argentino, il funk, il reggae, l'influenza di Atahualpa Yupanqui e persino The Beatles. Non è solo rock; è un'esplorazione che incorpora elementi dall'America Latina, riferimenti a Eduardo Galeano e persino strizzate d'occhio alla musica indiana con il sitar. L'album fu mixato negli Stati Uniti e vide la direzione artistica e la produzione di Gustavo Santaolalla, consolidando i Divididos come una forza importante nel panorama del rock argentino.

Anno
1993
Canzoni
14
Durata
47 min 17 seg
Ascolta l'album

13 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

Salir a asustar

3:20
02

Ortega y Gasés

2:32
03

El arriero

6:39
04

Salir a comprar

4:38
05

¿Qué ves?

5:14
06

Pestaña de camello

1:28
07

Rasputín / Hey Jude

3:54
08

Dame un limón

3:58
09

Paisano de Hurlingham

3:59
10

Cristófolo Cacarnú

2:40
11

Indio deja el mezcal

4:12
12

Huelga de amores

1:56
13

Tajo C

2:47

Sull'album

La era de la boludez, secondo DoReSol

All'interno di questo lavoro, ci sono canzoni che risuonano con particolare forza. La versione di "El Arriero", originariamente di Atahualpa Yupanqui, viene trasformata sotto le mani dei Divididos in un blues con sfumature di Led Zeppelin, un'idea nata spontaneamente durante la registrazione. D'altra parte, *¿Qué ves?* si distingue per il suo trattamento sonoro, una sorta di reggae con una chitarra dura e una base che flirta con il folklore, arrivando a incorporare il suono del charango e momenti che evocano il malambo. Tale fu il suo impatto radiofonico che la band sentì persino la necessità di escluderla dalla scaletta dal vivo per un po'. Notevoli sono anche pezzi come *Salir A Comprar*, che affronta la frivolezza dell'epoca con un funk creolo molto virtuoso, e *Paisano De Hurlingham*, che insieme a *Rasputín/Hey Jude* (dove agganciano il classico dei The Beatles) mostrano un rock più potente.

Il disco si avventura anche in momenti strumentali e sperimentali. *Pestaña de camello*, ad esempio, serve come introduzione a *Rasputín/Hey Jude*, e più avanti troviamo *Pestaña De Camello II*, il brano più sperimentale dell'album, che riprende variazioni di altre canzoni e mette in primo piano il sitar, chiudendo il disco con un invito all'immaginazione. Altre tracce come *Dame Un Limón* esplorano texture con strumenti come il contrabbasso, la slide guitar e gli ottoni, mentre *Ortega Y Gases* e *Huelga De Amores* (ispirata a Galeano) dimostrano un'essenza di radice, ma affrontata da una prospettiva elettrica e acida.

Discografia

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