La storia dietro
Tainted Love, secondo DoReSol
La prima volta che ho sentito Tainted Love nella versione dei Soft Cell, non capivo perché suonasse così diversa da tutto il resto. Non era solo il ritmo, ma quella miscela di urgenza e freddezza nella voce di Marc Almond, come se l'amore spezzato fosse cantato da un luogo in cui le emozioni non contavano più. Il brano originale di Gloria Jones del 1964 suonava come un soul classico, con chitarre pulite e cori che salivano come un inno, ma quando Mike Thorne lo registrò con i Soft Cell nel 1981, il suono divenne ruvido e meccanico, come un orologio rotto. La cosa più curiosa è che la versione che tutti conosciamo fu realizzata in meno di due giorni: Almond cantò una sola take e rimase registrata così com'era, senza ritocchi. Anche il produttore rimase sorpreso, perché alla prima audizione del brano di Jones non gli era piaciuto, ma vedendo come lo trasformavano, capì che c'era qualcosa di nuovo.
Il brano aveva già una storia prima di arrivare a loro. Ed Cobb, il suo compositore, lo scrisse negli anni '60 per The Four Preps, ma finì nelle mani di Gloria Jones come lato B di un singolo che nessuno ascoltò. Decenni dopo, negli anni '70, la canzone risorse nel circuito *Northern soul* britannico, dove i DJ la mettevano a velocità frenetica tra mix di vinili consumati. I Soft Cell la scoprirono lì, ma invece di copiare lo stile euforico di Jones o di Ruth Swann (che l'aveva reinterpretata nel 1975), le diedero una svolta oscura: il sintetizzatore di David Ball suonava come un battito malato, e il testo, che parla di un amore che marcisce, acquistò senso in mezzo all'era *new wave*, quando il pop elettronico iniziava a suonare come un avvertimento. Quando la pubblicarono, la casa discografica li avvertì che sarebbe stato il loro ultimo disco se non avesse venduto, ma nel luglio 1981 il brano esplose nel Regno Unito e poi in altri 17 paesi. Negli Stati Uniti faticò a decollare, ma una volta entrato nella Billboard Hot 100, rimase per 43 settimane, un record per l'epoca. Ancora oggi, quando lo ascoltiamo in una playlist dei successi degli anni '80, continua a essere quel brano che non suona come nostalgia, ma come qualcosa che è sempre stato lì, in agguato.
Dall'album
Non‐Stop Erotic Cabaret
Soft Cell
Dati
Crediti
Testo Ed Cobb
Musica Ed Cobb